Italiani senza cittadinanza: “Noi invisibili, a meno che non salviamo 50 bambini”

Durante un intervento ad Agorà, il vice premier Di Maio, ha dichiarato che “Lo Ius Soli non è nell’agenda del Governo”.  Indignati i figli degli immigrati: “Nel Paese siamo un milione di “italiani senza cittadinanza”, soprattutto bambini e i politici di professione ci dicono che non contiamo niente”.

Dopo l’episodio dell’autobus di studenti sequestrati, si torna a parlare della question ius soli. Rami, il piccolo eroe che ha salvato tutti infatti è figlio di immigrati e per questo non è cittadino italiano. Il padre chiede che gli venga riconosciuta.

Dopo le parole di Di Maio, durante un’intervista ad Agorà, i figli degli immigrati reagiscono così: “Nel Paese siamo un milione di “italiani senza cittadinanza”, soprattutto bambini e i politici di professione ci dicono che non contiamo niente. A meno che non rischi la pelle e salvi altri 50 bambini. Noi invece vogliamo la cittadinanza per tutti quelli che in Italia crescono“.

Il movimento degli italiani senza cittadinanza nasce per sostenere le riforme messe in programma dal precedente governo, sullo Ius soli. La community su facebook al moment”Siamo figli invisibili. Abbiamo età diverse, nati nelle città italiane o all’estero, ma tutti cresciuti nel Belpaese. La maggioranza di noi va ancora alla scuola pubblica italiana, ma una parte è all’università o lavora. Siamo tutti italiani con una sola particolarità: non abbiamo un documento che lo possa testimoniare. Siamo figli di una patria che non ci riconosce. L’obsoleta legge 91 del 1992 non rispecchia l’attualità della nostra Italia, ci rende difficile e talvolta impossibile acquisire la cittadinanza italiana e molti di noi vengono considerati stranieri nel proprio Paese, liquidati come “italiani col permesso di soggiorno”. Ma non siamo stranieri, né straniere. Siamo gli “italiani e italiane senza cittadinanza”, uniti nel chiedere una legge 91/92 più aperta verso noi “figli invisibili””.

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