23 mila immigrati sono arrivati in Italia nel solo mese di giugno, mille in più dello scorso anno. Da gennaio 2017 hanno raggiunto le coste italiane oltre 83mila persone, la maggior parte proveniente da Guinea,  Nigeria, Senegal, Marocco e Bangladesh. Secondo i dati Unhcr, questo è il numero degli immigrati che è entrato nel nostro paese nei primi sette mesi di quest’anno.
Di pari passo con la questione-immigrati, si sta facendo spazio nel governo una nuova legge che regoli la questione della cittadinanza. Incrociando i dati Istat e Miur, la legge riguarderebbe circa 800mila minori stranieri figli di immigrati che potrebbero diventare italiani dopo l’entrata in vigore della nuova legge

LA NUOVA LEGGE – La legge si snoda in due punti fondamentali:  lo ius soli temperato che – rispetto allo ius soli classico attribuisce la cittadinanza di un Paese a chiunque nasca nel suolo nazionale – pone determinate condizioni. Saranno cittadini italiani per nascita i figli, nati nel territorio della Repubblica, di genitori stranieri se almeno uno di loro ha un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo e risulta residente legalmente in Italia da almeno 5 anni. Diverso, invece, è lo ius culturae, con la quale possono ottenere la cittadinanza anche i minori stranieri nati in Italia, o entrati entro il 12esimo anno, che abbiano “frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli presso istituti scolastici del sistema nazionale, o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali. La frequenza del corso di istruzione primaria deve essere coronata dalla promozione. I ragazzi arrivati in Italia tra i 12 e i 18 anni, poi, potranno avere la cittadinanza dopo aver risieduto legalmente in Italia per almeno sei anni e aver frequentato “un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo”.

In entrambi i casi, tuttavia, servirà la dichiarazione di un genitore o di un tutore per ottenere la cittadinanza e dovrà essere consegnata all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza entro il 18esimo anno. In assenza di questa dichiarazione, potrà essere il diretto interessato a richiederla, entro il suo 20esimo compleanno.

L’IDEA DI GENTILONI – Il Premier Gentiloni si è mostrato subito propenso al disegno di legge, ma ha cosi commentato “Non ci sono le condizioni per approvare la legge sullo ius soli prima dell’estate, ma si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane. E’ una legge giusta e che ci sta, ma non c’è il tempo di approvarla prima della pausa estiva”.

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Di Giuseppe Secondulfo

Mi chiamo Giuseppe Secondulfo e sono uno studente laureando in lingue e letterature straniere presso l’Università di Napoli l’Orientale. Amo scrivere di calcio, reportages, e di attualità estera di cui sono un grandissimo appassionato. Nel tempo libero amo leggere, guardare documentari sull’arte, la cucina, approfondire la conoscenza delle lingue straniere e viaggiare. Sono un appassionato, oltre che del calcio, anche di tennis e di basket.

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