Variazioni di genere: il festival, ospitato dal Castello dei Conti di Acerra, nel cui cuore pulsa il Museo di Pulcinella, mette in scena tante varianti esistenziali, accomunate dalla voglia e dal conatus, dallo sforzo, di essere se stessi.

Conclusione in musica stasera, alle 21, con lo spettacolo Identité WUM e Peppe Barile de La Perla Etnica, una favola contemporanea raccontata attraverso un viaggio tra note, danza e immagini dal Medio Oriente al Vesuvio.

Tra donne, che in virtù del loro voler vivere controcorrente e in maniera indipendente vengono ribattezzate Streghe e figure muliebri che amano troppo, rimanendo vittima di Amori Criminali, trova un posto d’onore anche la Commedia delle donne con Bruna Braidotti e Bianca Manzari per la regia della stessa Braidotti.
Isa e Bea sono due attrici, sull’orlo del tracollo economico ed emotivo. A essere messa in scena non è solo La Casa Nova di Goldoni, con i suoi personaggi che si districano tra difficoltà e meschinità, sempre in dissidio tra loro, ma anche e soprattutto l’esistenza delle due protagoniste con i lorio problemi quotidiani.

Isa e le sue difficoltà nel conciliare il lavoro e la vita privata, essendo una donna single con due bimbi avuti da due diverse relazioni. Bea sola al pari, ma dipendente affettivamente da Federico, un uomo narcisista che la illude per sfruttarla economicamente. A un certo punto della narrazione la vita vera si sovrappone alla finzione, tra ristrettezze attuali, incomprensioni, fantasmi e segreti che riemergono dal passato, creando una frattura che pare insanabile. Entrambe hanno una ferita, una lacerazione, creata da un atto di tradimento.

Per Bea si tratta di un tradimento sentimentale, dato che scopre che il suo ex compagno, Riccardo, è il padre di Filippo, il primogenito di Isa, che proprio per questo all’epoca ha lasciato la compagnia teatrale, seguita da tutti gli altri. Lei che già all’epoca si è sentita sommergere dalla marea dei debiti residui, tali da impegnarsi la casa, oggi si sente doppiamente abbandonata.

Il tradimento che lamenta Isa è, invece, di tipo amicale e artistico. Infatti, Bea, sulla scia del parere superficiale e frettoloso di Riccardo, all’epoca non ha più voluto mettere in scena la sua pièce.

Sullo sfondo le difficoltà patite dal teatro, tra risorse risicate, che le costringono a recitare 8 personaggi affidandosi alle forze di loro due sole e un pubblico dinteressato e superficiale, rappresentato dai ragazzi degli spettacoli scolatici, che pure sa tramutarsi in un giudice severo e impietoso, che non fa sconti, rispetto alle loro evidenti fragilità.

Sul finale, però, le due donne, interpretate con grande forza, maestria e realismo, sapranno trovare la strada per essere davvero se stesse, valorizzando la loro arte e un legame ancora saldo e vivo e progetteranno insieme non solo ulteriori repliche di una Casa Nova rivelatasi di successo, ma anche, finalmente, la tanto agognata rappresentazione de La commedia delle donne, il testo di Isa.

L’interpretazione è forte e intensa e dà carne e sangue a due donne dei giorni nostri, nei cui mille rivoli caratteriali e esistenziali è facile, e quasi inevitabile, riconoscere una parte di se stesse e dei nostri tempi che corrono veloci all’insegna, troppo spesso, della ferocia e della mancanza di empatia.

Perchè quel che conta non è un legame sbagliato e malato con un uomo, ma la capacità di essere se stesse e dare corpo ai propri sogni, credendo fermamente nelle proprie capacità e in un talento che non ci sta a essere ridotto al silenzio.

Foto di Gennaro Manzo**

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