La Juventus di Maurizio Sarri: nessuna rivoluzione

Ecco perché il progetto bianconero fa, dal punto di vista tecnico, un passo indietro.

Maurizio Sarri, dopo un anno di esilio in quel di Londra, torna a riabbracciare la Serie A. Lo fa sedendosi sulla prestigiosa panchina della Juventus, i campioni d’Italia. La squadra della proprietà Agnelli ha ripiegato sul suo nome dopo aver incassato il no di Guardiola. Sicuramente dall’altra parte a riabbracciare il tecnico che oggi alle 11 sarà presentato come nuovo allenatore della Juventus non ci saranno i tifosi del Napoli. Per loro, almeno la maggior parte, è stata una coltellata al cuore, ma la scelta della Juventus potrebbe dimostrarsi regressiva.

Un progetto tecnico dai costi molti elevati

La Juventus ha da sempre una delle rose più ampie del campionato italiano. Negli ultimi 10 anni è la squadra che ha tesserato ed utilizzato più giocatori, spendendo cifre esorbitanti sul mercato. L’acquisto di Cristiano Ronaldo non può certamente essere paragonato alla prima rivoluzione che avvenne quando la Juventus tornò in Serie A.

Da quell’epoca che fu il preludio alle vittorie di Antonio Conte e, soprattutto con la gestione Allegri, i bianconeri investirono imponenti cifre sul mercato. Quel patrimonio potrebbe essere dilapidato. Proprio così, perché Sarri con le rose ampie non è mai andato molto d’accordo. Nell’esperienza maturata al Napoli, ove il turn over era pressappoco inesistente, l’allenatore toscano gestiva un gruppo di 14 calciatori al massimo, gli altri erano tagliati fuori. Certo, risultati e bel gioco arrivarono, ma un discorso è far giocare bene 14 calciatori e tutt’altro farne giocare bene 23-24.

E’ la nuova sfida di Maurizio Sarri, ma soprattutto una nuova frontiera per la Juventus che rischia di vanificare quanto fatto in questi anni. Il “cattivo gioco” di Allegri era però vincente, se si dovesse passare al “bel gioco” perdente come la prenderebbe la proprietà?

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Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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