La Marina Militare salva 36 migranti. Salvini: “Porti non ne do”

Un barcone che stava affondando con 36 persone a bordo è stato soccorso dalla marina italiana a 75 Km dalla costa libica, oltre le acque territoriali. La Mare Jonio ne salva altre 29. Salvini reagisce: “O si lavora tutti nella stessa direzione o non può esserci un ministro dell’Interno che chiude i porti e qualcun altro che raccoglie i migranti”.

La nave Cigala fa parte del dispositivo di ‘Mare Sicuro’. Stava conducendo attività di presenza, sorveglianza e deterrenza, anche in ragione all’attuale situazione di sicurezza presente in Libia. Compito della nave è quello di proteggere a distanza nave Capri, anch’essa parte di Mare Sicuro, che si trova ormeggiata nel porto di Tripoli dove fornisce assistenza tecnico-logistica ai mezzi della Marina militare e della Guardia Costiera libica.

Il perchè di Salvini

Perché in acque libiche? Peraltro pattugliate dalla guardia costiera libica che ieri in pieno ramadan ha soccorso, salvato e portato indietro più di 200 immigrati”. “O si lavora tutti nella stessa direzione”, ha insistito Salvini, “o non può esserci un ministro dell’Interno che chiude i porti e qualcun altro che raccoglie i migranti”. E ha avvertito: “È vero che bisogna chiarire alcune vicende all’interno del governo”. Dopo l’intervento del ministro, fonti della Difesa hanno subito spiegato: “Dal ministro Trenta non è arrivata alcuna indicazione particolare, ma abbiamo massima fiducia nell’operato della nostra Marina Militare e dei nostri uomini e donne in uniforme”.

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