La morte e la festa: il tragico giorno del Medio Oriente

Da una parte la gioia, la festa per un evento unico, quello di una cesura con il passato. Dall’altra, invece, l’orrore, la morte, la distruzione, che sono ormai all’ordine del giorno a Gaza.

E’ questa la contrapposizione di quanto avvenuto ieri in Medio Oriente. La novità, lo spacco dal passato, è stata l’apertura dell’Ambasciata americana a Gerusalemme, definita poi dalla Casa Bianca come “la nuova capitale dello stato israeliano” e dall’altra il solito orrore che pervade Gaza, ieri martoriata da altri attacchi che hanno fatto oltre duecento morti – di cui sei bambini – e oltre 2400 feriti.

L’America ha scaricato la responsabilità delle morti ad Hamas, l’UE ha preso le prime decisioni con Austria, Romania, Ungheria e Repubblica Ceca che hanno manifestato le prime crepe nel fronte europeo, Turchia e Sud Africa hanno richiamato i propri ambasciatori dall’America, in quella che sembra essere una partita a scacchi dove le pedine sono i civili, mentre chi gioca sembra avere a cuori interessi di dubbia legittimità volti ad una guerra che non avrà mai una fine ma che ha tanti, forse troppi colpevoli.

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Giuseppe Secondulfo

Mi chiamo Giuseppe Secondulfo e sono uno studente laureando in lingue e letterature straniere presso l’Università di Napoli l’Orientale. Amo scrivere di calcio, reportages, e di attualità estera di cui sono un grandissimo appassionato. Nel tempo libero amo leggere, guardare documentari sull’arte, la cucina, approfondire la conoscenza delle lingue straniere e viaggiare. Sono un appassionato, oltre che del calcio, anche di tennis e di basket.

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