Missili sorvolano il Giappone, piange la Spagna ed in Serie A le partite durano di più. Questi sono stati i fatti del mese di agosto…

Caro diario,

è difficile lasciar spazio ad altro, in questo mese di agosto, che non sia il disquisire della crisi della Corea del Nord.  Il missile che ha sorvolato l’isola nipponica di Hokkaido ha mostrato al mondo due cose: che la guerra può scoppiare da un momento all’altro e che non si potrà mai essere veramente preparati ad un attacco missilistico nucleare. Ormai le carte sono scoperte, e quando il consiglio Onu si riunisce d’urgenza il 29/30 di agosto vuol dire che davvero la situazione sta sfuggendo di mano. E’ alle porte la guerra, un conflitto che potrebbe non avere precedenti nella storia: Cina e Russia stanno perdendo la pazienza, ed il Giappone ha avviato delle esercitazioni. Temendo ora un attacco la popolazione di Hokkaido è pronta a rifugiarsi nei bunker. Per adesso sembra, almeno formalmente, che non ci sarà un’operazione militare verso la Corea del Nord ma se certamente avessero optato per questa ipotesi non lo andrebbero a sbandierare.

Dall’altro lato, quello coreano, il Sud è preoccupato mentre il Nord spavaldo: Kim Jong-un continua con le provocazioni e non fa mai marcia indietro anzi minaccia l’America. Nei prossimi giorni potrebbe accadere l’irreparabile, cosa che dovremmo augurarci non accada per il bene del mondo. D’altronde alla guerra si risponde con la guerra, ove la diplomazia fallisce e non ci sono segnali distensivi ormai da mesi.

Una citazione la merita anche un’altra guerra: quella che l’Europa combatte con se stessa e con l’Isis. A Barcellona i terroristi hanno adottato nuove stragi, forse gli scopi non erano esattamente gli stessi del califfato ma la matrice è chiara. Le campagne anti-immigrazione, quelle di puro odio razziale, stanno facendo collassare la società su se stessa. Se la Spagna, fuori da ogni missione internazionale, rea soltanto di aver respinto e combattuto i flussi migratori in passato viene attaccata così duramente come sulla Rambla allora vuol dire che le motivazioni si sono allargate.

Un’ultima svolta epocale, questa in positivo per lo sport. Arriva il Var nel calcio ed ora la Serie A assomiglia alla massima lega della pallanuoto. Le partite durano 10-15 minuti in più, e per adesso non sembra contento nessuno. Chi subisce le decisioni dell’arbitro “artificiale” polemizza, ed altri continuano a dire che sia una farsa. Una cosa è certa: alcune cose non cambiano, mentre il mercato decolla a suon di milioni il calcio si ammala sempre di più.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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