Legge elettorale

Legge elettorale? Perché no. Sarà un confronto politico, in ogni caso, ma il proporzionale non si tocca. Tra i punti del programma di Draghi niente di divisivo.

Legge elettorale: potrebbe essere un punto di programma

In Italia ci piace così, ballerina. La legge elettorale, però, è una cosa seria ed andrebbe tutelata. Nel corso del tempo è invece diventata un metodo per cambiare le regole e non far vincere gli avversari. In passato ci aveva messo le mani sopra la destra moderata, poi è stato il turno della sinistra, ed ora il parlamento potrebbe accordarsi per una nuova legge.

Il programma del nuovo governo a guida Mario Draghi, in ogni caso, potrebbe aprire un dibattito parlamentare senza indirizzo. E’ chiaro, come in ogni legislatura, che un governo segua un ordine del giorno influenzato dai gruppi parlamentari. La legge elettorale potrebbe essere oggetto di discussione e chissà che cosa decideranno i 5 Stelle. Perché una cosa è chiara: la riduzione dei parlamentari lascia poco spazio al maggioritario ma apre invece ampie praterie ad un sistema misto come quello attuale. Le coalizioni, nella legge attuale, sono favorite (si fa per dire): esiste un premio maggioritario alla coalizione che supera il 40% dei voti complessivi. Un’obiettivo che, per adesso, nessuno è riuscito a centrare. La legge attuale favorirebbe in maniera esplicita la compagine di centrodestra: Berlusconi, Meloni e Salvini sono, secondo i sondaggi, abbondantemente oltre il 40% e la coalizione Pd e M5s nemmeno si avvicina.

Temi economici nel programma di governo: il diktat è evitare argomenti divisivi

La legge elettorale resta un punto oscuro, ancora da chiarire. Cosa invece già nota è il programma, sebbene le forze politiche facciano finta di non aver capito. Si sa il programma ancor prima di conoscere la squadra di governo, perché il nuovo esecutivo, e questo è chiaro, avrà l’autorità per affrontare soltanto temi economici.

Soldi a pioggia arriveranno, ma per costruire come chiede l’Europa bisognerà anche fare delle rinunce. Quota 100, ad esempio, potrebbe essere cancellata mentre il Reddito di Cittadinanza rivisitato. Mario Draghi eviterà però argomenti eccessivamente divisivi: niente Ius Soli, tanto per intenderci, niente decreti sicurezza Ter, niente blocco navale.

Il programma di Draghi sarà semplice: affrontare il nodo Recovery Fund e proporre una nuova discussione sul Mes (che il parlamento ha già approvato in aula). Sebbene il Mes sia divisivo il fatto che Draghi se ne prenda la responsabilità potrebbe far cadere il veto dei 5 Stelle ad oggi, probabilmente, disposti a dare appoggio a Draghi. Oggi e domani le nuove consultazioni, e già domani il Presidente incaricato potrebbe sciogliere la riserva, prima ancora di incontrare le “parti sociali” previste per mercoledì.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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