Libia, il generale Haftar lascia Mosca senza firmare accordo di cessate il fuoco

Khalifa Haftar non firma la tregua di Mosca, dice “le nostre richieste non sono state rispettate”.

È una notizia che molti avevano dato come prevedibile, perché Haftar non è in grado di decidere da solo le sue mosse e ha chiesto tempo per consultare i suoi sponsor, ovvero Egitto, Emirati e Arabia Saudita. Ma poi il generale non era in grado di firmare velocemente la pace chiesta da Russia e Turchia anche perché i suoi obiettivi non erano stati raggiunti al 100%, e soprattutto perché gli obiettivi dei suoi principali sostenitori erano falliti. In queste ore però la Russia e poi tutti i Paesi favorevoli alla tregua e all’avvio della Conferenza di Berlino (che è stata confermata il 19 gennaio), hanno iniziato a fare pressioni sul generale e sui Paesi a lui alleati. Il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov ha annunciato che “se anche Haftar non ha firmato, il cessate-il-fuoco reggerà”: quasi una intimazione al suo protetto a fermare le armi e a tornare rapidamente sui suoi passi. Entro 48 ore dovrà firmare il documento preparato da Mosca e Ankara.

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