Sono circa 4550 le proposte di modifica al testo presentati dai gruppi parlamentari alla manovra in commissione Bilancio al Senato.

Valanga di emendamenti sulla manovra. Circa 900 sono stati presentati dal Pd, oltre 400 dal Movimento 5 Stelle e circa 230 da Italia Viva. La Lega ne ha presentati circa 900, Fratelli d’Italia 520, Forza Italia 1.060, circa 180 dalle Autonomie mentre circa 240 arrivano dal Gruppo Misto.

Oltre alle proposte di modifica per la plastic e sugar tax, già ampiamente annunciati, ve ne sono alcune innovative: i 5 Stelle propongono l’Iva al 10% sui preservativi e al 5% sugli assorbenti (ma solo se biodegradabili).

Alcune misure sono concordate. Ad esempio, limitare la stretta sulle auto aziendali ai nuovi contratti stipulati a partire dal 1° gennaio 2020. Lo prevede un emendamento M5s con l’obiettivo di permettere alle aziende di programmare un ricambio del parco aziendale con veicoli ibridi o elettrici senza incidere su quelli già noleggiati. 

Anche i democratici – tra i loro 900 emendamenti – puntano a non colpire le auto aziendali con contratti già in corso. L’emendamento dem chiede di applicare la tassazione solo dalle nuove immatricolazioni a partire da gennaio 2020. In più il Pd chiede di rivedere e abbassare anche la plastic tax: da 0,80 euro al chilo invece che da un euro, escludendo i prodotti realizzati con materiale riciclato. Italia viva invece fa quasi opposizione: tutte le microtasse devono sparire, quindi non solo quelle su plastica e auto ma anche la sugar tax. Su quest’ultima misura, il Pd propone di ridurre l’imposta da 10 a 8 euro a ettolitro e da 0,25 euro a 0,20 euro per chilogrammo, per i prodotti da diluire. Inoltre si chiede di far slittare l’imposta al primo febbraio. 

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