Migranti, la Sea Watch chiede l’intervento della Corte di Strasburgo

La Corte di Strasburgo ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di «misure provvisorie» da parte della Sea Watch 3 per chiedere all’Italia di consentire lo sbarco dei migranti.

La Sea Watch 3 è giunta al dodicesimo giorno senza porto. A bordo la situazione si fa critica. Il medico segnala che i naufraghi «hanno bisogno di cure mediche. Non sto parlando da medico ma da essere umano, serve un porto sicuro ora. Abbiamo pazienti con dolori per le torture subite ed altri che necessitano di un supporto psicologico». Sono ora 42 i migranti a bordo. La Corte ha rivolto una serie di domande sia alla Sea Watch 3 che al governo italiano. Questi ultimi dovranno rispondere entro oggi pomeriggio. La Corte in base ai suoi regolamenti può chiedere all’Italia di adottare quelle che vengono definite «misure urgenti» e che «servono ad impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani». La portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi, ha poi precisato in un video che il ricorso è stato presentato «non dall’organizzazione ma dai singoli individui presenti a bordo che hanno il diritto di adire i proprio diritti umani alla Corte europea». «In particolare – ha spiegato – il ricorso è stato fatto in riferimento all’articolo 3 che descrive quello a bordo come “trattamento inumano e degradante”. Si chiede quindi alla Corte di indicare all’UItalia delle misure che possano in qualche modo ridurre la sofferenza a cui le persone a bordo sono costrette nell’interesse di tutela della loro dignità».

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