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Monaco Di Baviera: una città romantica e vitale sotto la superficie algida

Monaco Di Baviera è la città dell’amore che non ti aspetti.

Mentre a Parigi l’amore si respira a ogni effluvio di burroso croissant e baguette, e a tratti diventa ostentato, quello di Monaco ti sorprende e ti prende all’improvviso e ti insegna a non fidarti di un sentimento che si accende all’improvviso e tutto consuma, ma di affidarti a un sussurro che ti arriva piano all’orecchio.

L’AMORE SI SPANDE PIANO NELL’ARIA GELATA

A uno sguardo complice e pieno di dolcezza. Quello di due ragazzi che si imboccano il cibo a vicenda. Nell’abbraccio di due giovani sposi che parlano come se fossero al primo appuntamento. Nella pioggia battente che si fa gentile e diventa neve leggera. È una città dove il gotico antico incontra il moderno liberty. Dove all’opulenza subentra improvvisa la povertà e la disperazione sociale mista a solitudine e isolamento. Dove un uomo all’improvviso dice con rabbia “ladies go back!

UNO SGUARDO CHE SORPRENDE: ALLA SCOPERTA DI CAMPANILI, GUGLIE E OROLOGI

È una città che si lascia scoprire lentamente. Ha un’opulenza discreta e non solo per gli store di grandi marche, in primis il negozio del Bayern Monaco, l’Audi Centrum e le sue filiazioni. Ma anche e soprattutto per la bellezza che ti rapisce ad ogni angolo, a partire dalle facciate dei palazzi, con le loro statue che ricordano le cariatidi della prua di una nave, arricchite con arabeschi e dipinti. Con guglie dallo stile gotico e facciate scolpite che ti si parano davanti all’improvviso. È il paese dei campanili e dei rintocchi, dei tetti che svettano. Non solo quelli della bellissima torre del municipio con il suo carillon, che sembra disegnata da un pittore e orlata di merletto, pizzi e trine.

MUSICA E STREET FOOD

È un luogo dove la musica ti raggiunge ad ogni angolo portando con sè la gioia dirompente di balletti in costume e flashmob. Le note erompono dai palchi pubblici, allestiti a beneficio di tutti. Dai chioschi dove è possibile bere prosecco e mangiare street food, come per esempio i panini con la salsiccia bianca dal gusto delicato o quella rossa piccante e speziata. O ancora con insalata di crauti e polpettone. Una musica allegra promana anche dalle giostre variopinte. Da chiese e teatri dove primeggia la musica classica. O da un angolo di Odeonplatz dove le dita agili di un musicista sprigionano dalla sua fisarmonica note lunari, piene di struggimento e malinconia, che riscaldano l’aria gelida.

CHIESE E SPIRITO DEVOZIONALE

Grande devozione è tributata a S. Michele, cui è dedicata una delle poche chiese in stile barocco, che sfavilla di stucco bianco e finiture dorate, mai eccessive, e per la Madonna, la nostra Signora. In generale, per la figura delle donne, messe in relazione alla sofferenza di Cristo. In particolare, nella chiesa di Pater Rupert, troviamo varie statue marmoree, dai colori tenui, che rapprentano le fasi progressive della crocifissione. Se gli uomini – i torturatori e carcerieri – appaiono luciferini o animati da un sorriso di scherno – le donne sono dolenti. Abbracciano il Cristo, donandogli un conforto fisico ed emotivo che non è solo devozione e fedeltà verso il Maestro, bensì contatto di pelle, odori umanissimi e consistenze, per imprimere sulle mani la memoria del suo corpo. Su tutte spiccano la figura di una madre affranta e piangente e quella di una Maddalena piena d’amore, anche se trafitta da un indicibile dolore, che morde le membra e arriva all’anima.

L’EREDITA’ E LA MEMORIA STORICA E ARTISTICA


La Residenza dei Duchi è espressione di storia stratificata e di amore per espressioni culturali poliedriche.
Rappresenta il frutto dell’incontro tra la Baviera e la Francia, ma anche delle influenze di luoghi più lontani come la Russia e il Brasile, raggiunti attraverso matrimoni di convenienza, più simili ad alleanze militari.
Centotrenta stanze che si inanellano, a partire da quelle delle udienze. Se l’arredo di quelle più esterne è semplice, man mano diventa più ricco, perchè gli interlocutori dei regnanti sono alti dignitari e notabili. Secretaire, consolle e persino letti di rappresentanza e da parata, finemente intagliati nell’ebano, a esaltare i colori e le venature del legno, impreziositi da particolari in bronzo dorato e argento impressi a fuoco. La camminata attraverso le stanze è anche un addentrarsi nell’intimità e nella complicità di coppia del principe elettore e della sua consorte, lui un bavarese, lei principessa per nascita della Savoia e della Polonia, che vengono ritratti mentre suonano insieme – lui la viola da gamba e lei il clavicembalo – e si scambiano uno sguardo di intesa. L’amore per la musica è riproposto nelle sale che ospitano arpe e pianoforti a cassa verticale e nell’oggettistica che, vezzosamente, ripropone dei particolari che hanno per protagonisti proprio i tasti bianchi e neri.
I consorti avevano due appartamenti collocati ai due capi opposti della residenza e si incontravano nel mezzo grazie ad alcune stanze comunicanti. Le stanze con i loro vasi, i quadri che riproducono scene di vita esotiche, ma rappresentate secondo la sensibilità, gli stili e il gusto europei, gli intarsi e le pareti ricoperte di lacca rossa con fini rilievi dorati testimoniano dell’amore e delle suggestioni per l’Oriente: Cina e Giappone. Magnifiche le cosiddette stanze opulenti, in particolare la Galleria verde e la Camera degli specchi.

CIBO TIPICO PER OGNI MOMENTO DELLA GIORNATA


Capitolo cibo: innanzitutto la carne. Le salsicce, regine incontrastate della tavola bavarese. Preparate nelle locande, nei chioschetti, al mercato. Bianche e dal sapore delicato. Rosse, dal gusto deciso, piccante e speziato. Affumicate e saporite. O i classici wurstel, accompagnati dai crauti dal sapore intenso d’aceto. Ancora: gustose fette di carne cotta a bassa temperatura e immerse in una riduzione di vino rosso. Tanto morbida da sfilacciarsi, accompagnata da patate bollite da intingere nella mostarda e da un pane croccante ripieno. Sul podio anche le zuppe: di piselli, di cipolle con i crostini, al pomodoro. Una carezza di conforto che attraversa il gelo. Ottimi gli gnocchetti spazzle che affondano in un letto di formaggio fuso e le polpette di Bavaria, fatte con macinato di manzo, pollo, maiale, ripiene e ricoperte da sfogliatine di formaggio. Un polpettone di maiale aromatizzato con pezzetti di olive, da mangiare a fette in mezzo a un panino croccante. La classica cotoletta di maiale, ma anche proposta nelle varianti di pollo, manzo o vegetariana, per esempio fatta con i funghi. Menzione d’onore per le patate dolci e le patate novelle cotte al forno nella loro buccia, che ne preserva i succhi. A colazione alpenkrafen alla mela, Krafen classici, una sorta di flauti di pasta sfoglia ripieni di marmellata, cockies e gustosi biscotti bigusto di pasta frolla, a forma di ferro di cavallo. I profumi ti rapiscono quando meno te lo aspetti…

GENTE ALLEGRA E LABORIOSA IL CIEL L’AIUTA


Monaco è anche e soprattutto la gente. Arrivata spesso lì per lavorare, in cerca di un futuro migliore. In quel Paese ricco, dove sovente il benessere è ostentato, che ha un prodotto interno lordo tra i più alti d’Europa. Dal Sud Italia o dell’Ungheria questi esseri umani dai molteplici colori, usi e tradizioni (e da tanti altri Paesi) sono confluiti lì, dove lo stipendio è buono, le cose funzionano bene, l’assistenza sanitaria rassicura – e non fa sentire in trincea – e i diritti dei lavoratori sono rispettati. Ma anche dove tutto spesso costa molto caro per tasche operaie – dagli affitti al pane – dove la lingua, che occhieggia ai costrutti latini, è ostica e dove se non la conosci tendenzialmente non puoi aspirare a un lavoro di buon livello. Quella lingua dura, che rivela di conoscere, a sorpresa, l’italiano, che inaspettatamente si scioglie in sorrisi. Dalla ragazza incrociata.per strada, a cui il freddo ha reso il naso rosso, alle signore della panetteria o al vecchio “tirolese” di un locale – dalle calde pareti in legno, dove troneggiano finte corna di cervo – che ci serve due zuppe calde che ci salvano dal vento freddo che spazza la città, in cui abbiamo peregrinato per ore. E poi… il Carnevale. Tutti vi partecipano, giovani, giovanissimi, adulti, anziani. È musica, ballo e gioia pura che impazza. È talmente sentito e importante da far chiudere tutti i musei e i luoghi d’arte. È street food e litri di birra e di prosecco. È goliardia e spirito di condivisione. È possibilità di essere altro da sè…

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