Morto l’ex latitante Delle Chiaie, accusato della strage di Bologna

Esponente destra neofascista, fondatore di Avanguardia Nazionale. Latitante fino al 1997, era stato arrestato a Caracas. 

E’ morto all’ospedale Vannini di Roma, all’età di 83 anni, Stefano Delle Chiaie, fondatore di Avanguardia Nazionale ed esponente della destra neofascista. In passato fu coinvolto nella strage di Bologna, da cui fu però fu assolto per “insufficienza di prove”. Nei primi anni ’90 fu anche indagato per alcuni attentati a treni.

 Coinvolto anche nella strage di piazza Fontana, il dirigente di Avanguardia Nazionale venne assolto nel 1989 “per non aver commesso il fatto”. Delle Chiaie era stato arrestato nel marzo del 1987 in Venezuela. Si era reso latitante il 25 luglio del 1970, giorno in cui era stato chiamato a testimoniare sul ruolo di Mario Merlino nella strage di piazza Fontana.

Ricercato per anni, latitante in Sud America per sfuggire alla giustizia italiana (che poi lo ha scagionato da ogni accusa) Stefano Delle Chiaie è stato collaboratore, con il boia di Lione Klaus Barbie, della dittatura boliviana negli anni ’80: un gruppo che ha seminato morte e terrore. Una volta tornato in Italia nel 1997, estradato dal Venezuela, processato per le stragi di Bologna e piazza Fontana a Milano, scagionato in primo e secondo grado, Stefano delle Chiaie nel 1991, grazie alla concessione del Comune di Roma, ha aperto una «sede» tv di Avanguardia Nazionale. Alle sue trasmissioni hanno presenziato i massimi esponenti della destra, sia nazionale che europea, suscitando non poche polemiche.

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