Napoli Teatro Festival Italia 2019: “Leonardo e la colomba. Un circo senza tempo” 30 giugno e 1 luglio

Il 30 giugno e 1 luglio (domenica ore 21 e lunedì ore 19) al NTFI 2019, debutta “Leonardo e la colomba. Un circo senza tempo”, ideato e diretto da Ted Keijser, con Laura Bernocchi, Orazio de Rosa, Benoit Roland, Simone Romanò ed Emanuele Pasqualini.

L’ideazione costumi è a cura di Pina Sorrentino e lo spettacolo è coprodotto da Pantakin CircoTeatro, Baracca dei Buffoni, Operaestate Festival di Bassano con il sostegno di Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival.

A 500 anni dalla morte di uno dei più grandi geni italiani e del mondo, nasce l’idea di realizzare uno spettacolo poetico e circense per raccontare soprattutto l’aspetto più umano di Leonardo da Vinci. Uno scienziato artista che ha posto al centro del suo pensiero e della sua ricerca l’uomo con la sua fragilità fisica mostrando la grande forza del suo ingegno e la sua capacità di saper immaginare, di saper vedere oltre. Il nostro Leonardo nasce di nuovo ma stavolta non a Vinci bensì a Mirano e, come il genio toscano, è animato da grande curiosità e dalla voglia di realizzare un sogno: volare!

Appunti di Regia

Cinquecento anni dopo la morte di LEONARDO da VINCI è nato di nuovo un LEONARDO: non a VINCI, ma a MIRANO. Geniale come il primo e altrettanto curioso e clownesco. Anche quello di Mirano ha soltanto la madre, clownesca anche lei; il papà non si sa, dicono sia un forestiero, non un notaio di Firenze con la puzza sotto il naso, no. È solo un forestiero, e basta. Il nostro LEONARDO da MIRANO ha però uno zio Orazio da Napoli. Si, Napoli, ma si è trasferito a Mirano. I tempi sono cambiati, ragazzi. Questo zio Orazio è tanto amato in Famiglia quanto odiato a VENEZIA. Orazio è un appassionato allevatore di PICCIONI, anche questi tanto amati in famiglia quanto odiati a VENEZIA. FORSE il nostro LEONARDO da MIRANO riuscirà, grazie allo zio, a sua madre e al suo amico del cuore SIMONE CARTONE, a concludere le invenzioni e realizzare il sogno del LEONARDO da VINCI di 500 anni fa, e cioè a VOLARE! Non da Vinci, ma da Mirano volare verso la Luna ed oltre. Almeno questa è l’idea, ma non sempre i geni sono cosi geniali. Lasciamo a lui questa impresa e facciamo il tifo per il nuovo LEONARDO da MIRANO, così fra 500 anni ci sarà di nuovo una grande festa per ricordarlo.

Ted Keijser

Nascita di un Progetto

Circa un anno fa abbiamo cominciato a parlare dell’idea di uno spettacolo sull’opera di Leonardo affascinati soprattutto dalle sue invenzioni legate al sogno/desiderio di volare dell’uomo. Il sogno di volare ha sempre fatto parte dell’immaginario umano, il suo significato simbolico è legato spesso al desiderio di elevarsi al di sopra della realtà quotidiana, al di sopra del mondo che si conosce per aprirsi a nuove prospettive. Così, quando siamo passati a osservare più da vicino la complessità dell’opera di Leonardo, ci siamo trovati di fronte ad una matassa quasi inestricabile fatta di Codici, Opere artistiche ed architettoniche invenzioni. Ci siamo imbattuti in un “genio” instancabile che passava con disinvoltura da una disciplina artistica ad una scientifica senza soluzione di continuità, quasi Leonardo non fosse capace di “non-inventare” e la creazione fosse per lui una specie di ossessione quasi maniacale…

Quello che ci proponiamo con questa nuova produzione, è di porre l’accento non solo sull’opera di Leonardo ma sul suo aspetto più umano. Quello dello scienziato artista che ha posto al centro del suo pensiero proprio l’uomo con la sua fragilità fisica ma con la grande forza del suo ingegno e soprattutto con la sua capacità di saper immaginare, di saper vedere oltre.

Non tutto quello che la memoria storica collettiva ci consegna come opera di Leonardo era frutto del suo ingegno, era comunque frutto dello studio e della sintesi che Leonardo faceva dell’opera dei suoi predecessori e contemporanei. Merito di Leonardo è stato il saper andare oltre, il saper “mescolare” la tecnica con l’arte e la scienza per creare qualcosa di unico. Per le sue Macchine per il volo Leonardo studiò la meccanica, l’anatomia degli uccelli e il comportamento dell’aria, diventando, secondo una felice espressione di un noto studioso vinciano, “aerologo, aerodinamico, aerotecnico e osservatore del volo degli uccelli”. Tutte discipline diverse per la realizzazione di un unico sogno, ugualmente nella produzione di uno spettacolo di circo contemporaneo si intrecciano i diversi generi espressivi del teatro, del circo, della danza e della musica per la realizzazione di un sogno da regalare al pubblico.

Questa capacità di immaginare, ci è sembrata essere un territorio molto interessante per un lavoro teatrale utilizzando anzitutto gli strumenti ed il linguaggio del clown e le discipline circensi quali l’acrobatica o semplicemente la manipolazione compulsiva di oggetti tipica della giocoleria per non dimenticare le possibilità offerte dai numeri aerei come il cerchio o i tessuti aerei

Dopo aver intrapreso da quasi vent’anni la strada della commistione tra il mondo del teatro e quello del circo, abbiamo deciso di affidare per la terza volta la barra del timone del nostro prossimo lavoro al regista olandese Ted Keijser, già autore di “CIRK il Teatro del circo” replicato per quasi dieci anni e approdato con successo sul palcoscenico del Piccolo Teatro Studio di Milano.

Infine l’incontro con la compagnia di Arzano (Na), la BARACCA DEI BUFFONI attiva nell’ambito del teatro di Strada e popolare, oltre ad offrirci il sostegno logistico, tecnico e l’opportunità di un lavoro in un territorio che, come compagnia, abbiamo frequentato raramente, ci ha stimolato ulteriormente ad un lavoro che ci auguriamo tutti sia molto popolare e di facile fruibilità per ogni genere di pubblico.

Adesso basta parole, Leonardo, la sua Colomba e il Circo stanno arrivando in Città… una parata annuncia il loro ingresso… forse stasera riusciranno a volare…

Emanuele Pasqualini PANTAKIN

Comunicato Stampa

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