Notre-Dame, la cattedrale non aveva assicurazione: spese a carico dello Stato

“Lo Stato farà quello che serve”, ha detto il ministro della Cultura, Franck Riester. In aiuto della ricostruzione, continua ad aumentare il flusso di donazioni private.

La cattedrale di Notre Dame non era assicurata e tutti i costi della ricostruzione ricadono direttamente sullo Stato francese. Questo perché in Francia gli edifici pubblici, chiese e monumenti, essendo di proprietà dello Stato non hanno obbligo di assicurazione, è lo Stato stesso a farsene garante. Saranno quindi le casse francesi a pagare i lavori di ricostruzione, coadiuvate  dalle donazioni private.

Intanto, il sacerdote rettore della cattedrale riferisce che Notre-Dame rimarrà chiusa al pubblico per almeno cinque-sei anni.

Ma questo disastro si poteva evitare? Il fuoco potrebbe aver covato tra le querce delle capriate trecentesche per ore prima di esplodere con una ferocia distruttiva.

Questo potrebbe significare che un sistema di allarme  più sensibile, avrebbe potuto prevenire la tragedia. Un primo allarme è scattato alle 18,20. Quando è partito il fischio dell’allerta antincendio, i turisti hanno cominciato ad essere evacuati ma i pompieri subito arrivati sul posto non hanno trovato niente. Poi il secondo allarme, alle 18,43: questa volta le fiamme già si vedevano sopra il tetto e sono cominciate le disperate operazioni di soccorso.

Il procuratore di Parigi Rémy Heiz dichiara: “è stato un incidente ed è cominciato al livello del cantiere di restauro. Dove si lavorava ancora soltanto all’allestimento dei ponteggi.” «Niente può farci pensare che si sia trattato di un atto volontario», ha ribadito ieri Heiz.

L’ipotesi che circola di più, parla di un problema nato al livello della saldatura di un ponteggio (metallico) ad una trave di legno.

Al lavoro c’è già la squadra speciale dei pompieri che si dedica alla «ricerca delle cause». I tecnici del laboratorio centrale della prefettura hanno già effettuato i primi prelievi per determinare l’origine delle fiamme. Già cominciata anche l’analisi delle immagini di diverse telecamere di videosorveglianza, tutte quelle esterne ed anche alcune ancora funzionanti poste all’interno della cattedrale.

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