Pandemia: la politica spreca un'occasione

La pandemia era una grande occasione che, almeno ad oggi la nostra classe politica, ha sprecato. Matteo Salvini (Lega) in settimana è polemico e vince la palma di più irresponsabile.

Fatti gravi accadono sotto il Sole d’Italia, d’Europa e di (quasi) tutto il mondo. Nella settimana che ci porta la notizia più bella: vaccino pronto già alla fine di questo mese o, al massimo, prima di Natale: lo certificano gli Usa, mentre la Russia e la Cina avranno il proprio. L’Unione Europea (per fortuna che c’è, non scordiamocelo) ha già preordinato 300 milioni di dosi per i Paesi membri che per l’Italia, ove l’epidemia cavalca prepotentemente, si aggiungeranno al 1,3 milioni preordinate dal nostro Stato.

Pandemia Codiv-19: da Di Maio a Salvini che scivoloni

Già, lo Stato. Parliamo facilmente di Stato, ma nessuno sa che cosa sia. Lo confondiamo spesso come un parassita che vive sulle nostre spalle e le nostre tasse. Lo confondiamo, per lo più, con il pubblico impiego che viene ritenuto, senza motivo, inefficace e fannullone. Ebbene non è così: lo Stato siamo tutti noi. Maggioranza ed opposizione parlamentare, Governo e commerciante, imprenditore industriale e contadino dell’Agro pontino. Lo Stato sono le scuola, i musei, i parchi, i giardini, gli acquedotti, l’elettricità e le strade (sfortunatamente non le Autostrade che a quanto pare sono state affidate a cordate senza scrupoli che inseguono il profitto).

Insomma capiamolo perché Matteo Salvini, leader della Lega, e Luigi Di Maio, ex capo grillino e ministro di questo governo, sembra non l’abbiano capito. Inaccettabile ascoltare le parole propagandiste di Matteo Salvini, ospite e padrone di casa alla trasmissione Quarta Repubblica condotta da Nicola Porro (che a proposito il leghista vorrebbe sindaco di Roma). Si parla delle solite cose: confini, migranti, governo e commercianti. La trasmissione, però, si apre con un servizio interessante: 3 ragazzi multati vicino Rimini e la risposta di Salvini è vergognosa. A confronto la gaffe di Luigi Di Maio che chiede allo Stato ed al Governo (a seconda dell’occasione televisiva) di “intervenire nelle situazioni fuori controllo” e pensa a Napoli. Peccato, perché nessuno ha spiegato a Di Maio che fa parte di questo governo con la maggioranza? Non può non venire in mente sempre Poietti nei panni dell’avvocato: “Qua se li inculamo… e qua te se inculano”.

Salvini leader irresponsabile: porta la bandiera ed incita a delinquere

Potremmo sfidare chiunque, e ripeto proprio chiunque, a non pensare che, a questo punto, un poliziotto farebbe bene a restarsene in Centrale piuttosto che andare a fare il suo dovere. Passeremmo le giornate a giocare a carte e sorseggiare caffè.

Perché ciò che avviene esattamente lunedì sera a Quarta Repubblica su Rete 4 è di una vergogna senza fine. I fatti sono andati più o meno così: tre ragazzi, non conviventi, escono vicino Rimini. Hanno tutti e tre la mascherina, ma si isolano e la tolgono. Si tratta di una coppia di fidanzati e di un loro amico: il ragazzo e la ragazza di baciano ed il loro amico, mentre fuma una sigaretta, scatta loro una foto. Nulla di male, ma nessuno indossa la mascherina e, colti in flagranza, vengono multati.

Il caso viene proposto, con un’intervista al ragazzo oggetto della foto, che è tutt’altro che adirato. E’ un ragazzo per bene, si vede, responsabile e che vorrebbe un futuro nell’arma. Non se la prende con nessuno, fa un mea culpa. Salvini però non lo ascolta davvero: è in collegamento e guarda la telecamera quasi con disgusto mentre ascolta la storia. “Una multa per un bacio”, sintetizza erroneamente e volontariamente, offrendosi di “pagarla lui”. Delegittima il potere delle forze di polizia ed incita, in pratica, a non rispettare le norme, cioè a delinquere. Per il leader dell’opposizione la mascherina è un orpello inutile e ce lo ha fatto capire abbondantemente da marzo a luglio. Poi ha visto i sondaggi ed ha cambiato idea.

Che occasione sprecata: la pandemia non ha insegnato nulla

La solita polemica all’italiana. “Ci terrorizzano volontariamente”, ma non si sa per quale motivo dovrebbero. Oppure “ci mentono sulla Pandemia”, o ancora, “ci nascondono, non ci dicono tutto”. La destra in Italia soffia su questo fuoco che è pericoloso.

Anche perché, da dire, sono in molti a non rispettare le norme. A Napoli la situazione è grave ma la città è spaccata. Tutti vogliono i servizi essenziali, nessuno si rende conto che gli asintomatici (che non sono malati attenzione) possono comunque infettare altri che a loro volta potrebbero ammalarsi. Gli ospedali non funzionano? Non funzionavano in tempo di pace avrebbero dovuto in tempo di guerra?

A Piazza Nazionale, una nota piazza nel centro di Napoli a pochi metri dalla stazione centrale di piazza Garibaldi, la scena dopo le 23 è questa: piazza ben illuminata e gruppi di ragazzi assembrati. Forse loro non voteranno per Salvini, ma il peso dell’irresponsabilità che Salvini contribuisce a diffondere arriva anche e soprattutto a loro. Ove culla enorme disagio.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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