Papa Francesco si confida: “Sono andato dall’analista”

Il Papa Francesco supera i “limiti” che la sua posizione impone ancora un volta, fa un passo avanti e dà l’esempio.  «Sono andato dall’analista, ne ho sentito il bisogno.», confessa.

La dichiarazione ha sconvolto molti, mai prima d’ora un Papa si era aperto tanto ai proprio fedeli e a tutto il mondo. Eppure anche Francesco è un uomo, sebbene il più vicino al figlio del Signore, ed è così che si mostra vulnerabile, ammettendo di aver avuto bisogno della terapia psicoanalitica. La confessione si riferisce a quando aveva 42 anni e aveva assunto l’incarico di dirigere la Compagnia di Gesù in Argentina sei anni prima.

Il clima teso di quegli anni, causato dal regime militare, mise in difficoltà colui che sarebbe divenuto il Santo Padre al punto da spingerlo ad affidarsi ad una professionista, come lui stesso dichiara in totale onestà:

«Ad un certo momento ho sentito il bisogno di consultare un analista. Una psicanalista ebrea. Durante sei mesi sono andato nel suo studio una volta la settimana per schiarirmi alcune cose. E’ stata una professionista valida, molto professionale come medico e come psicanalista, sempre rimasta al suo posto».

Ancora una volta il Papa si pone come esempio positivo, e ripudia quella dimensione angusta, sentenziosa e denigratoria nella quale per molto tempo è stato rilegato chi ha deciso di chiedere aiuto terapeutico. Nel mondo moderno queste idee fortunatamente sono state in buona parte contrastate, ma la confessione pubblica del Papa resta un importante passo avanti per una maggiore consapevolezza e apertura sociale nei confronti di questa tematica.

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