Polonia

L’orgogliosa Polonia, dalla lunga tradizione militarista, si trova, oggi più che mai, al centro delle vicende internazionali che la vedono impegnata in una sfida di nervi contro la Bielorussia. La Russia gioca un ruolo importante in questa vicenda.

Polonia, guerra di nervi contro la Bielorussia: una sfida tra conservatori

Siamo alle solite: migranti ammassati ad un fronte, utilizzati come arma di ricatto. Stavolta non si tratta della Turchia ma della Polonia e della Bielorussia. Ormai da diversi anni in quelle zone si vive una vera e propria tensione internazionale. La pressione intorno all’ultimo “dittatore” d’Europa, Lukashenko, è cresciuta a causa del non rispetto dei diritti umani e, soprattutto, ad una forte politica anti-europea. A coinvolgere tutto l’apparato dell’Europa dell’Est ci aveva pensato la Russia di Putin nella cui sfera di influenza la Bielorussia sostava ormai da diverso tempo.

La Polonia, in questo momento, è nell’occhio del ciclone. Se da un lato, infatti, la Bielorussia ha da sempre deciso di tenersi fuori dall’Unione Europea la Polonia invece aveva sposato in pieno la scelta di far parte dell’Eurozona. Una scelta che è stata messa in discussione dai conservatori polacchi, oggi al governo, e che fa di uno dei Paesi più militaristi d’Europa anche uno di quelli con un piede quasi fuori. In Polonia, in tal senso, esistono molte spinte pro-Europa che però il governo polacco non sembra recepire. Nei giorni scorsi sono, infatti, state moltissime le dimostrazioni del popolo polacco in favore di una permanenza nell’Unione Europea. La Polonia, che si era anche schierata contro l’idea del Recovery Fund, si è prodigata in questi mesi al mantenimento di uno status quo che non ha fatto in alcun modo bene al Paese. Ora, con la questione migratoria al confine, il governo di Varsavia sembra isolato proprio a causa delle proprie scelte.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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