Pulizie d’alta quota, un programma italiano per pulire dai rifiuti un paradiso himalayano: il Ghiacciaio del Baltoro

Tantissimi i visitatori del Baltoro. Inizia programma anti-rifiuti per la manutenzione e pulizia del patrimonio naturale.

 “Il Baltoro attrae sempre più turisti e alpinisti”, spiega Agostino Da Polenza, alpinista e presidente dell’associazione. “Nel 2013 a Concordia, il campo base più battuto del ghiacciaio, sono giunti 850 visitatori. Nel 2016 erano 1.400, e continuano a crescere. Questo è un bene per il Parco, certamente, ma bisogna fare in modo che le grandi quantità di immondizia che queste spedizioni producono tornino a valle”.

Il Parco è giovane (è stato istituito nel 1993), ma solo di recente è stato creato un piano di gestione, la cui stesura è stata affidata al programma di cooperazione italo-pakistano SEED, sviluppato da Ev-K2-Cnr. Dal 2004 la gestione della manutenzione e pulizia del Baltoro è stata affidata all’associazione Ev-K2-CNR che ne pianifica le operazioni in concerto con i governi locali e il Parco.

“Abbiamo cominciato con la pulizia di alcuni campi che si stavano riempendo di immondizia. Nel 2014 abbiamo realizzato un inceneritore e, con il sostegno di Moncler, abbiamo organizzato un sistema di raccolta dei rifiuti grazie al quale ricicliamo o bruciamo più di tre tonnellate di rifiuti all’anno, mentre smaltiamo una tonnellata di materiale fecale raccolto nei bagni che abbiamo fatto costruire lungo il percorso”, spiega Da Polenza.

L’Italia, infatti, cominciando dalle spedizioni del Duca degli Abruzzi e dalle esplorazioni di De Filippi all’inizio del 1900, passando poi attraverso l’impresa condotta da Ardito Desio che nel 1954 portò alla conquista della cima del K2, è sempre presente in questa regione dell’Himalaya.

Un’opera, questa, che impiega una quindicina di addetti e una cinquantina di muli che mantengono puliti i circa 100 chilometri del percorso trekking. Da Polenza ha proposto queste attività in seguito alla sua ascesa al K2, compiuta nel 1983.

L’opera di pulizia è stata sostenuta interamente dai privati, ma grazie alla tassa d’ingresso istituita dal Parco e all’aumento degli ingressi il sistema diverrà presto autonomo e l’intera gestione passerà nelle mani dell’ente parco. “Questo è il nostro obiettivo, il progetto è nato nell’ottica della sostenibilità”, dice Da Polenza.

 

Da maggio a settembre lungo il ghiacciaio si snodano carovane di turisti, portatori e muli. Un viavai di esseri umani e quadrupedi che intacca uno dei luoghi più isolati e remoti dell’Asia. Un ambiente maestoso, dove si trova la più alta concentrazione di Ottomila della Terra, che solo con un’attenta gestione ambientale potrà essere goduta anche dalle generazioni future.

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