riaperture

Riaperture annunciate a partire dal aprile mentre la curva flette leggermente. Necessario un rilancio ma la fine del tunnel non si vede ancora.

Riaperture: fessi e contenti ma con ancora tanti morti

E’ arrivato il momento: si riapre, nonostante tutto. Una scelta che ha anche una logica, non confortante nei numeri, ma che è una strada da seguire da qui alla fine della pandemia. Intendiamoci, se il governo a guida Conte “navigava a vista” il governo attuale a guida Draghi non è da meno, anzi oltre che navigare a vista vive di speranza. Si riapre, infatti, sul sentore, abbastanza infondato, che gli sforzi fatti finora per la campagna vaccinale mettano al riparo i fragili. Sono, però, ampissime le fasce della popolazione ancora sprovviste di vaccino ed ancora meno le speranze che una percentuale tanto bassa possa arrestare i contagi.

Si riapre, quindi, perché arrivati a questo punto non si può fare altrimenti. Questo è quasi sacrosanto, perché non ci si può fermare per sempre e prima, o poi, è necessario farsi coraggio. Ci sarà zona gialla, o zona gialla rafforzata, ma non dobbiamo illuderci, come l’estate scorsa, che il peggio sia passato. Esattamente, perché queste sono misure da “fessi e contenti”, dove su riaperture necessarie per l’economia il virus continua a correre e nuocere. Tutto ciò si unisce al caos politico: dentro e fuori dalla maggioranza la destra (senza Berlusconi) chiede la testa di Speranza mentre si fa largo lo scandalo sul piano pandemico. Insomma il minestrone politico non offre una grande sicurezza.

Certo è che il liberi tutti del governo avrà delle conseguenze in virtù di un rischio che dovrà essere calcolato. Preso in coscienza anche da chi, come i cittadini, facilmente poi si scaglia contro il governo per questo o quel provvedimento ma che, almeno stavolta, dovrà prendere coscienza che di morti ce ne sono e ce ne saranno ancora.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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