Salvare salute e Pianeta: la dieta della EAT Lancet risulta troppo costosa

Uno studio pubblicato il 17 gennaio sul Lancet, a firma della EAT-Lancet Commission on Food, Planet, Health.

Per nutrire una quantità di terrestri che raggiungerà i 10 miliardi di unità nel 2050, riducendo da un lato le emissioni dannose e la perdita di biodiversità legati alla produzione (e allo spreco) di cibo, dall’altra le conseguenze dannose sulla salute di una cattiva alimentazione, si proponeva una dieta flexitariana: 2500 kcal giornaliere da suddividere in poca carne bianca o pesce, ricche porzioni di verdura, legumi e frutta secca, un bicchiere di latte al giorno, e pochissimi cereali o ortaggi amidacei.

Accanto alle critiche sollevate allora allo studio, come aver messo da parte prodotti dall’elevato valore nutrizionale o di trascurare il problema della carenza mondiale di fosforo da impiegare come fertilizzante agricolo, c’è anche un fattore economico, come sottolinea un nuovo studio uscito sul Lancet Global Health. La dieta proposta costerebbe in media 2,84 dollari al giorno a persona (con riferimento ai prezzi del cibo del 2011). Potrebbe non sembrare molto, ma nei Paesi a basso reddito, ciò equivale all’89,1% del reddito medio giornaliero di una famiglia, ed è molto più di quanto si possa pensare di spendere per nutrirsi. A pesare sono soprattutto i costi di frutta e verdura (il 31,2% del totale).

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