Salvini, donazione “volontaria obbligatoria” per gli studenti maggiorenni

Salvini: «Io ho cominciato a donare il sangue grazie al mio papà, che per i 18 non mi ha regalato il motorino, ma mi ha portato all’Avis». Sul web è subito apparso l’hashtag #governoTransilvania, mentre il Centro Nazionale Sangue esprime qualche perplessità.

Pur apprezzando le intenzioni anche i volontari e il Centro Nazionale Sangue, che sovrintende alla sicurezza degli emoderivati, hanno espresso perplessità per una proposta che andrebbe contro uno dei cardini del sistema sangue italiano, la volontarietà del dono.

«Sul tema desideriamo ricordare che da anni, grazie anche a un protocollo con il MIUR e alla disponibilità di tantissimi volontari, le Associazioni fanno opera di sensibilizzazione nelle scuole, già a partire dalle scuole primarie – hanno scritto Cns e Civis, il coordinamento dei donatori, in una nota -. Un rafforzamento della collaborazione con le Istituzioni e un rilanciato protagonismo delle Istituzioni stesse nel promuovere la donazione volontaria, anonima, responsabile e non remunerata di plasma e sangue trova tutto il nostro consenso e appoggio.
Lascia invece perplessi l’ipotesi dell’obbligatorietà, anche se probabilmente si è trattato solo di una “provocazione” durante la conferenza stampa, che condividiamo come obbligatorietà di corretta informazione e formazione ai giovani, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado, sulla donazione biologica».

Salvini ha definito la donazione del sangue anche «una questione di sicurezza nazionale, perché se non lo raccogli lo compri ed in altri Paesi non ci sono i controlli rigorosi presenti in Italia». Il ministro ha quindi ribadito l’intenzione «di far sì che milioni di ragazzi che potrebbero donare lo facciano. La paura dell’ago – ha aggiunto – fa ridere. Anche io ce l’ho».

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