Era il 1960 qundo per la prima volta la Rai lanciò un programma che si proponeva di insegnare a leggere e scrivere agli adulti italiani non scolarizzati. Non è mai troppo tardi. Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta, si chiamava così il format che riuscì sorprendentemente e in breve tempo ad aumentare il tasso di alfabetizzazione fra quanti non avevano ricevuto un istruzione elementare o avevano per qualsiasi motivo abbandonato gli studi. La trasmissione ebbe inizio il 15 novembre 1960 e venne mandata in onda nella fascia preserale, fascia oraria ideale per permettere a chi lavorava di potervi assistere. Furono realizzate 484 puntate fino al 10 maggio 1968, anno in cui poté essere sospesa grazie all’aumento della frequenza alla scuola dell’obbligo.

Il programma era condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi che gestiva lezioni usufruendo anche di supporti multimediali come video o foto, supporti audio e dimostrazioni pretiche. Il tutto era pensato per poter appassionare lo spettatore ed essere il più possibile fruibile e facilmente appreso dagli adulti che avevano superato l’età scolare.

Non è mai troppo tardi ebbe un importante ruolo sociale ed educativo, contribuendo all’unificazione culturale della nazione tramite l’insegnamento della lingua italiana e abbassando notevolmente il tasso di analfabetismo, particolarmente elevato nell’Italia di quegli anni. Infatti pare che, grazie a queste lezioni a distanza, quasi un milione e mezzo di persone sia riuscito a conseguire la licenza elementare.

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