Serie A: Parma e Chievo sotto inchiesta

. La prossima Serie A rischia di essere stravolta se Parma e Chievo verranno riconosciute colpevoli di illecito sportivo e plusvalenze fittizie.

Per il presidente del Chievo, Luca Campedelli, sono stati chiesti 36 mesi di inibizione. Quelli del Chievo, secondo la procura federale guidata da Giuseppe Pecoraro, usufruivano da tre anni di plusvalenze fittizie. Di qui la richiesta di cinque punti di penalità a stagione, per una somma di quindici. L’udienza del Parma ha ruotato intorno ai messaggi whatsapp inviati da Emanuele Calaiò ai colleghi dello Spezia Filippo De Col e Claudio Terzi. I messaggi sono datati 14 maggio, quattro giorni prima della partita poi vinta 2-0 dal Parma in trasferta.  Per Calaiò la procura ha chiesto 4 anni di squalifica e 50mila euro di ammenda. Quei messaggini (“non rompete il cazzein” e poi “soprattutto col rapporto che avete con me”), con tanto di emoticon col cuoricino, per la procura sono un tentativo di ammorbidire l’impegno degli avversari, andato a vuoto per la pronta denuncia di questi ultimi ai propri dirigenti. Per le difese del Parma e di Calaiò, affidate agli avvocati Eduardo Chiacchio e Paolo Rodella, sono invece solo uno scherzo, senza alcun intento di compromettere il regolare svolgimento della gara.

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