Guillaume Valette, uno dei  superstiti della strage del  Bataclan dello scorso anno, si è tolto la vita qualche giorno fa.Non era riuscito a superare lo stress causato dall’attentato terroristico a cui era scampato e così ha deciso di farla finita. Lo ha  annunciato l’ associazione Fraternité et Vérité, che esprime “profondo cordoglio e condoglianze alla famiglia, agli amici, e ai suoi cari”.

Aveva 31 anni. Secondo l’associazione Guillame  “Voleva restare solo” e non aveva voluto l’aiuto di nessuno dopo quel 13 novembre. In questo triste contesto, prosegue Fraternité et Vérité, “abbiamo il dovere di ricordare quanto sia importante essere consapevoli della necessità di farsi assistere, anzitutto dalla famiglia, da un’associazione, un medico, uno psichiatra, uno psicologo”. “Il trauma psicologico subito con questi attentati è profondo e duraturo, va considerato e curato”, conclude l’associazione.

Intanto a Parigi è stato promosso dall’associazione Life for Paris con la Fondation d’Aide aux Victimes du Terrorisme (Favt) il progetto “Divhope”, Il salto della speranza. Il progetto iniziato qualche settimana fa e che terminerà il 30 novembre 2017, prevede l’immersione in acqua dei sopravvissuti al terrorismo contro il disturbo post-traumatico. A questi test partecipano, insieme alle vittime, medici specializzati contro lo stress e sub professionisti che dopo aver immerso i pazienti in acqua, registrano con dei questionari il loro livello di benessere psicologico, affettivo e sociale attraverso il battito cardiaco.

Le immersioni vengono fatte nei Mari del Sud e dovrebbero alleviare proprio lo stress; si spera possano avere risultati positivi anche per curare altri individui tra cui vigili del fuoco o militari.

 

 

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