Dopo il primo lockdown dovuto all’emergenza Covid 19, Fiorella Mannoia torna con un nuovo progetto discografico: “Padroni di Niente”

“Padroni di Niente” è il nuovo album di Fiorella Mannoia, ideato durante il lockdown primaverile e prodotto da Carlo Di Francesco. L’album è composto da otto tracce che vogliono portare a riflettere sul periodo storico che tutti noi stiamo vivendo.
Partiamo dalla copertina che ritrae la nostra Fiorella nella stessa posizione e nello stesso paesaggio del quadro di Caspar David Friedrich “Viandante sul mare di nebbia”. Nell’album ritroviamo i temi cari all’artista, la politica, l’introspezione, l’umanità nelle sue sfaccettature più controverse, tutte tematiche che la Mannoia ha sempre trattato e continua a fare. Il suo è un percorso da donna libera e indipendente che ha saldi i suoi ideali e con consapevolezza li propone.

Il primo brano è il singolo estratto e quello che dà il nome all’intero album, “Padroni di Niente”. Una canzone estremamente attuale che lancia un messaggio importante, ossia, quello di non arrendersi davanti alle avversità, rialzarsi sempre e riprendere in mano la propria vita. Il testo è scritto da Erika Mineo alias Amara che ha saputo magistralmente interpretare il pensiero di Fiorella nel voler dare speranza a chi ascolta, in particolar modo nella frase “L’uomo cammina e lascia la sua traccia e costruisce muri sopra gli orizzonti. La convinzione che non cambierà mai niente è solo un pensiero che inquina la mente.”

La seconda traccia è invece un altro singolo estratto e vanta la collaborazione di Ultimo, “Chissà da dove arriva una canzone”, un brano profondo che parla di aspettative e di futuro. Il loro duetto non è per nulla forzato, la giusta intensità data ad ogni singola parola regala molte emozioni.

La terza traccia è, invece, “Si è rotto”, una ballad molto raffinata che narra di un amore solido e duraturo nel tempo, un amore di “rughe intorno agli occhi” impossibile da scalfire.

La quarta traccia è “La gente parla”, un testo di Simone Cristicchi con la musica di Amara, una canzone “indignata” che di certo non si cela dietro metafore ma lancia un messaggio chiaro. Specialmente nella frase “Si sprecano tante, troppe parole. Facciamo tanto, troppo rumore. Se posso dire una cosa che penso: ci vorrebbe solo un po’ di silenzio”.

Si prosegue con la quinta traccia che è “Sogna” una vera chicca di Edoardo Galletti. È una lettera esplicita che porta a riflettere sull’assaporare tutte le piccole cose e a soffermarsi sul tempo che non aspetta. Emblematica ed esplicativa è la frase “E ricordati che il tempo non aspetta, assapora ogni momento perché non ritornerà dietro ad ogni gesto c’è il percorso di una strada che nel viaggio scopre la felicità”.

Il sesto brano è “Olà”, una canzone d’amore sul filo di “Si è rotto” ma con un sound meno classico. Il ritmo moderno può essere considerato un pop elettronico, anche questo perfettamente eseguito da Fiorella Mannoia che nulla lascia al caso.

La settima traccia, “Eccomi qui”, è una ballad che parla anch’essa d’amore, un amore che è “un brivido” e che ti porta ad un’introspezione inevitabile. La musica ricorda altri brani della cantante romana, ma il testo è quello che ti “spacca” il cuore.

Nel precedente lavoro discografico “Personale”, Fiorella Mannoia duetta in un brano con un giovane artista emergente, una formula che ha voluto riproporre anche in quest’ultimo album con l’ottava e ultima traccia “Solo una figlia” in cui possiamo apprezzare la giovane voce di Olivia XX. Il brano non è per nulla a lieto fine, una storia che ti dà un colpo allo stomaco e che purtroppo non è per nulla insolita.

Nel complesso è un ottimo prodotto, la Mannoia è sempre una garanzia nel suo genere. In precedenti occasioni, ha più volte invitato il suo pubblico ad ascoltare e acquistare “Padroni di niente”, per sostenere il mondo dello spettacolo e per “salvare la bellezza dell’arte, la nostra arte”. Continua poi: “Vi chiedo di aiutare a far nascere delle rose in un giardino che sta appassendo, che è chiuso al pubblico da troppo tempo e ha bisogno di qualcuno che semini per rifiorire e tornare a germogliare, perché ha ancora tanto da dare e da dire.”

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