Una Nazionale da rifare: ecco su chi puntare

Si parla spesso di nuovo ciclo, era, rinascita del movimento calcistico italiano. Il mancato accesso ai Mondiali è stato un colpo non indifferente da metabolizzare e la conseguenza logica sarebbe stata quella di fare tabula rasa.

Sarebbe stata, perché il ct, ad interim, Luigi Di Biagio nella lista dei convocati per le amichevoli di lusso contro Argentina ed Inghilterra ha inserito qualche volto già noto e datato. E’ esercizio non sempre semplice prendere decisioni drastiche e dar spazio a chi, i giovani, si fa sempre fatica a buttare nella mischia con continuità e convinzione. Gli esordi di Federico Chiesa e Patrick Cutrone sono stati un inizio, adesso occorre, però, proseguire su questa strada.

Tra i pali di nomi importanti in prospettiva futura ce ne sono eccome. Il già affermato Gianluigi Donnarumma, il maturo Mattia Perin, ma dovessimo puntare 1 euro lo faremmo, ad occhi chiusi, su Alex Meret. Di proprietà dell’Udinese, il portierino in prestito alla Spal ha istinto, sangue freddo e grandi capacità tra i pali.

Le promesse sul fronte difesa: dall’usato sicuro ai giovani

Fronte difesa, valutiamo ruolo per ruolo da destra a sinistra. Iniziando col parlare della clamorosa crescita di Alessandro Florenzi nel ruolo di esterno basso: il romanista si è messo alle spalle i due gravi infortuni e ha recuperato un’ottima condizione fisica e mentale. Ha fame, corre come non ci fosse un domani e, soprattutto, si rende autore di cross di qualità con i giri giusti per le incornate degli attaccanti. In mezzo, invece, osiamo con una coppia insolita ma che potrebbe dare grandi soddisfazioni: Armando Izzo-Mattia Caldara. Il genoano è speciale per letture difensive e temi di intercetto, l’atalantino, invece, è il prototipo ideale di centrale difensivo: strutturato fisicamente, ha senso tattico, è un osso duro in marcatura ed imposta che è un piacere. A sinistra il nome, da rivalutare e recuperare, è Adam Masina: il terzino mancino cresciuto nel Bologna, anche se in questa stagione ha fatto segnalare parecchi passaggi a vuoto, resta un elemento da seguire perchè abbina qualità fisiche e tecniche.

In mezzo al campo c’è davvero l’imbarazzo della scelta, giusto quindi dosare forza fisica, abilità tecnica e capacità di legare i reparti. La tecnica nel palleggio la mette Jorginho, regista del Napoli, che è capace di dialogare ottimamente con gli interni di centrocampo così come di lanciare le punte in profondità. Uno dei due intermedi potrebbe essere il cagliaritano Nicolò Barella: un centrocampista insolito perchè unisce cattiveria agonistica ad abilità col pallone da trequartista. Completa il centrocampo Bryan Cristante, il migliore quando si tratta di inserirsi in area per battere, spesso di testa, a rete.

Nel reparto d’attacco, poi, ci potrebbe essere tanto Napoli, e vi spieghiamo perchè. Lorenzo Insigne, col 10 sulle spalle, resta assoluto protagonista mentre sul versante opposto Simone Verdi sarebbe il candidato ideale. Il bolognese gioca con entrambi i piedi, ha grande corsa, motivo per cui potrebbe garantire tanti ripiegamenti, e sui calci piazzati diventerebbe un fattore da sfruttare eccome. Il 9? Andrea Favilli, nome poco noto alle grandi platee visto che milita ancora in Serie B. Fisico da giocatore di basket, piedi da numero 10 ed una capacità innata di fare reparto da solo. Forse non è vero che in Italia manca talento, basterebbe avere il coraggio di mandarlo in campo senza guardare curriculum vitae e carta d’identità.

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