Usa, Pompeo: “Italia esentata dalle sanzioni contro l’Iran”

C’è anche l’Italia tra i Paesi esentati dalle sanzioni Usa contro il petrolio iraniano, assieme a Cina, India, Corea del Sud, Turchia, Giappone, Grecia e Taiwan. Al momento il nostro Paese è il principale partner commerciale dell’Iran nell’Unione europea.Pompeo annuncia l’entrata in vigore delle sanzioni “più dure di sempre” dal 5 novembre 2018. L’obiettivo degli Stati Uniti è costringere “il regime a cambiare comportamento” e non seguire più la via cominciata con la rivoluzione islamica del 1979. Più di 100 grandi compagnie internazionali hanno interrotto i loro investimenti in Iran a causa delle incombenti sanzioni. Inoltre il segretario statunitense ha affermato che le esportazioni di petrolio sono diminuite di quasi un milione di barili al giorno, mettendo in crisi la principale fonte di finanziamento del paese. «Siamo in una situazione di guerra economica. Siamo contro un nemico prepotente e dobbiamo rimanere uniti per vincere. Andiamo avanti, possiamo vendere il nostro petrolio e lo faremo», la replica del presidente iraniano Hassan Rouhani.

La situazione italiana

Dopo la prima tranche di sanzioni, scattate ad agosto, era stata fatta una stima, stando alla quale l’Italia avrebbe rischiato di perdere contratti e investimenti per circa 30 miliardi di euro. Essendo esentata per un massimo di sei mesi l’Italia potrà però importare petrolio dall’Iran senza incorrere  nelle sanzioni Usa. In ambito Ue, l’Italia è il principale partner commerciale dell’Iran, prima di Francia e Germania. Nel 2017 l’interscambio ha raggiunto i 5,1 miliardi di euro contro  Parigi che si è fermata solo a 3,8, mentre Berlino a 3,3 miliardi. La bilancia pende a favore delle importazioni dall’Iran verso l’Italia, soprattutto di prodotti energetici.

L’interesse dell’Italia nella questione “sanzioni” è molto forte sia per le storiche relazioni tra Roma e Teheran, ma anche perché alcune Regioni italiane come Lombardia, Emilia Romagna e Marche, hanno avviato collaborazioni in settori specifici.  Quelli con l’Iran sono rapporti che si sono rafforzati negli anni. Grazie alle numerose visite istituzionali, infatti, si sono rafforzati i contatti e gli investimenti produttivi. In particolare quella di Rouhani a Roma a fine gennaio 2016, e quella dell’allora presidente del Consiglio Renzi a Teheran il 12 e 13 aprile 2016. Fu l’occasione in cui venne firmato un Memorandum of Understanding per circa 20 miliardi di euro. In più ci fu un accordo da 1,2 miliardi di euro tra Ferrovie dello Stato e le ferrovie iraniane per la costruzione della linea ad alta velocità tra Qom e Arak. Molte intese fatte però a causa delle tensioni con gli Usa sono rimaste solo sulla carta senza attuazione.

 

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