“Veloce come il vento”, Rovere sfreccia tra le spericolate curve di una vita che sa quando sterzare

Distribuito il 7 Aprile 2016, Veloce Come Il Vento è la nuova proposta del regista Matteo Rovere, ancora nelle sale cinematografiche e che vi consigliamo tra i film di questa settimana.

foto 1 veloce come il ventoTratto da una storia vera, uno straordinario e inaspettato Stefano Accorsi interpreta il ruolo di Loris De Martino, un ex pilota di rally ormai tossicodipendente, che si ritrova ad essere il tutore del piccolo Nico e di sua sorella minore Giulia De Martino, giovane pilota emergente ( interpretata da Matilde De Angelis, nuova promessa del cinema italiano al suo esordio cinematografico). Nel mentre della sua ascesa sportiva, Giulia viene lasciata sola dalla morte del padre. Questo la pone di fronte a responsabilità, ma segna anche l’inizio del riavvicinamento al fratello. Un cammino fatto di svolte e di continue possibilità date e tolte, come se gli stessi protagonisti sfrecciassero tra le curve spericolate di una vita al limite della fiducia e della speranza, sulla Lancia 037 delle memorabili stagioni di Carlo Capone, l’ex rallysta su cui Rovere cuce il personaggio di Loris.

Sorprendente Accorsi che rende il personaggio di Loris facile da digerire (ottimo per chi dopo Pasqua non cerca il Stefano Accorsi è Loris in -Veloce come il vento-solito “casatiello” da cinema post-Oscar): al contrario di quanto ci si aspetti per un tossicodipendente arriva allo spettatore un personaggio sopra le righe, ma mai pesante, anzi, spesso divertente con la complicità di un’ottima sceneggiatura. Adrenaliniche, le scene di gara raccontano il lato umano accanto a quello tecnico e portano all’epilogo pensando al finale più comodo, stupendoci invece, nel ritrovare l’ironia dell’assurdo. Insomma, un nuovo film di genere, che se da un lato porta la speranza di una rinascita del cinema italiano, dall’altro affonda le radici nel concetto, non ancora del tutto accettato, che anche una donna può portare l’esoscheletro da competitore e non assomigliare, invece, ad un fragile colibrì.

Promosso con un 7 e 1/2, quest’anno niente debiti per Rovere.

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