Individuata nelle nubi di Venere una possibile spia della presenza di vita: è la fosfina.

Gli astronomi dell’Università britannica di Cardiff, coordinati da Jane Greaves, hanno individuato nelle nubi una possibile spia della presenza di vita: è la fosfina, o fosfuro di idrogeno, un gas che sulla Terra è prodotto solo industrialmente o da microrganismi in ambienti privi di ossigeno. La scoperta, è stata pubblicata sulla rivista Nature Astronomy:

“È stato un vero colpo – afferma Jane Greaves, capo dell’equipe – vedere i primi segnali della presenza di fosfina nello spettro di Venere!”. La conferma della scoperta ha richiesto l’utilizzo di 45 antenne di Alma in Cile, un telescopio più sensibile di cui l’Eso (European Southern Observatory) è partner. Entrambi gli strumenti hanno osservato Venere a una lunghezza d’onda di circa 1 millimetro, molto più lunga di quanto l’occhio umano possa vedere – solo i telescopi ad altitudini elevate possono rilevarla efficacemente. 

I rilevamenti hanno trovato la molecola nella zona “abitabile” dell’atmosfera di Venere, tra i 48 e i 60 km, dando un’ulteriore spinta all’ipotesi della produzione biologica dove le temperature variano tra i -20°C e i 100°C ma c’è anche una composizione del 90% di acido solforico. La presenza di fosfina – dicono – non sarebbe però una prova solida della presenza di microrganismi, ma indica piuttosto che su Venere «sono in corso processi chimici o geologici potenzialmente sconosciuti».

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