Il documentario è il terzo titolo italiano in corsa per il Leone d’oro.

Dieci minuti di applausi poco fa al termine della premiere mondiale di Notturno di Gianfranco Rosi nella.sala grande del Palazzo del cinema al Lido di Venezia.  Il regista,  ha portato alla Mostra del Cinema di Venezia un film girato ai confini di Siria, Iraq e Libano. Rosi è stato tre anni in Medio Oriente, rischiando anche la vita, per raccontare le storie di chi vive quotidianamente i conflitti.

“Volevo raccontare la loro esistenza in bilico tra la vita e l’inferno, provare ad identificarmi, a stabilire un contatto e portare a casa uno sguardo diverso del Medio Oriente”, ha spiegato Rosi. “Notturno nasce dove si interrompe la breaking news sull’ultimo naufragio, sull’ultima strage, per provare a dare una dimensione intima, profonda”, ha aggiunto. 

Il documentario racconta la situazione in Medio Oriente attraverso le storie di otto persone,  racconta una quotidianità che sta dietro la tragedia continua di guerre civili, dittature feroci, invasioni e ingerenze straniere, sino all’apocalisse omicida dell’ISIS.

A dire la verità, una trama Notturno ce l’ha,Il filo narrativo si crea nel montaggio tra contesti e personaggi differenti continuamente rimescolati, Rosi non filma il conflitto armato , Non vuole usare la macchina da presa, per fare politica, ma va in questi luoghi impossibili (Siria, Kurdistan, Libano, Iraq), per osservare e filmare.   

Ora Notturno, in concorso a Venezia 77, a partire da oggi sarà in 80 sale selezionate distribuito da 01 (è stato prodotto da Donatella Palermo e Rai Cinema) e poi in giro per il mondo, richiesto già da moltissimi festival: Toronto, Telluride, New York e ancora, notizia di oggi, Londra, Busan, Tokyo.

 

 

 

 

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