Quattro morti, oltre 367 arresti e scontri fra manifestanti oppositori e forze dell’ordine che sono andati avanti tutta la notte, a Caracas e in altre città del paese. Questo il bilancio dello “sciopero civico nazionale” convocato ieri dall’opposizione venezuelana.

 Le proteste contro Nicolas Maduro hanno portato ancora altre vittime. Per la precisione, ieri sera si chiudeva con due giovani, morti a Los Teques, una zona popolare nell’hinterland di Caracas, e altri due a La Isabelica, nella periferia di Valencia, capitale dello stato di Carabobo e terza città più importante del paese. I quattro sono stati uccisi da spari di arma da fuoco durante scontri fra manifestanti, forze dell’ordine e «colectivos», i gruppi armati irregolari del chavismo che seminano il terrore nelle manifestazioni dell’opposizione.
Gli arresti invece, riguarderebbero 367 persone, secondo quanto riportato dal Foro Penale Venezuelano. Si tratta della cifra più alta durante una sola giornata dall’inizio dell’attuale ondata di protesta. Il maggior numero di arresti (140) si sono registrati nello stato di Zulia, nell’Ovest del paese, seguito da Carabobo (Centronord, 66) e Nueva Esparta, che comprende le isole al largo della costa settentrionale del Venezuela (43).

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