Giuseppe Petix ci porta alla scoperta  del “Codice da Vinci”. Durante la presentazione delle sue ricerche, avvenuta presso la Casina Pompeiana, situata nella Villa comunale di Napoli, ci ha mostrato la giusta chiave di lettura dei famosi quadri di Leonardo, in particolare dell’Ultima cena e del Ritratto di musico.Il genio di Leonardo va al di là di quello che possiamo immaginare. Con tecniche strabilianti per l’epoca, riproducibili al giorno d’oggi dai moderni computer, è riuscito a celare indizi ed enigmi che un occhio superficiale non potrebbe assolutamente.  La presentazione parte con l’analisi del quadro di San Giovanni Battista. In quell’indice  rivolto verso l’alto, presente anche in altri dipinti di Leonardo, c’è  la chiave di lettura di tutto, il punto di vista da tenere in considerazione che ci fa entrare nell’opera per capirne la sua concezione. Un nuovo punto di vista che fa scoprire un quadro diverso da quello che conosciamo. Compare il calice, che ad un primo sguardo non era presente, che se preso come punto di riferimento, facendo scorre le immagini, ci rivela un’immagine celata: quella di una tredicesima figura. Un uomo calvo con la barba e un calice rivolto verso il basso, che  conoscendo il Vangelo di Giovanni, possiamo ricondurre al demonio che si impossessa di Giuda prima del tradimento.  Giuseppe Petix con le sue ricerche e la sua passione  è riuscito a svelare l’enigma del cartiglio presente all’interno del ritratto di musico.” Re, fammi lagnar: Sol l’Amore mi fa sollazzar”. Ecco la frase che si cela dietro le note del cartiglio, che  ci porta alla possibilità di svelare anche l’identità  del musico, un animo devoto e pieno d’amore. Perchè in fin dei conti è sempre tutto  una questione d’amore. 

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultura a Colori