Esaminata la sparatoria avvenuta all’isola di Cavallo nell’agosto del 1978, che causò la morte dopo 4 mesi di calvario, del 19enne tedesco Dirk Hamer, i giudici francesi hanno assolto Vittorio Emanuele di Savoia. Ma in Italia la Cassazione prosegue specificando che «non significa però […] che il ‘principe’ […] sia esente da responsabilità sotto ogni altro profilo, giacché assume pur sempre rilievo […] civilistico ed anche etico, (che quella morte) avvenne nel corso di una sparatoria a cui partecipò Savoia, al di fuori di ogni ipotesi di legittima difesa.»

La Cassazione avvalora il proprio giudizio ricordando che Savoia rese una confessione. Infatti all’inchiesta del 2006 , quando Vittorio Emanuele venne arrestato e poi assolto, risale la confessione di Savoia a seguito delle intercettazioni di ‘Vallettopoli’ nel carcere di Potenza:

«Confessò di aver sparato più di un colpo di fucile e che uno di essi raggiunse Dirk Hamer, dopo aver attraversato la carena dell’imbarcazione su cui si trovava il malcapitato, oltre a vantarsi di aver ‘fregato’ i francesi».

La Cassazione basa le proprie motivazioni sul diritto della collettività di ispirarsi ai fatti nel formare i propri convincimenti. E in nome della formazione della pubblica opinione, la vicenda assume anche maggior rilevanza giacché ne risulta implicato Vittorio Emanuele «figlio dell’ultimo re d’Italia e, secondo il suo dire, erede al trono.» Scrive che gli elementi indiziari, ricavati dagli accertamenti della gendarmeria francese, dalla soluzione data al caso dalla Corte parigina e dalle intercettazioni effettuate nel carcere di Potenza, assolvono Savoia dall’accusa di omicidio ma non escludono «ogni sua responsabilità nel tragico evento di cui egli porta, invece, un carico di responsabilità».

Ai tempi dei fatti, Vittorio Emanuele fu condannato per detenzione e porto abusivo di una carabina. Ma al momento non è chiaro a cosa si riferisca precisamente l’assoluzione concessa dai giudici francesi, se all’accusa di omicidio volontario o a quella di omicidio colposo.

Intanto è stata confermata l’assoluzione dell’ex direttore di Repubblica Ezio Mauro e di un giornalista dall’accusa di aver diffamato Vittorio Emanuele di Savoia in un articolo del 2007 sulla vicenda.

 

 

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Di Mara Auricchio

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