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Alessandro Pozzolo: con Briciole vado alla ricerca di me stesso

Briciole è il romanzo d’esordio di Alessandro Pozzolo, edito Ensemble.

Sin dal titolo il romanzo rivela l’intento del suo autore: attraversare una fase esistenziale impulsiva e turbolenta per portarlo su una sponda di maggiore consapevolezza di sé, propria di un’età adulta.
Le briciole, infatti, sono quelle di Hansel e Gretel che tracciano un percorso. Una strada che serve a condurci dentro la conoscenza di un fenomeno e all’interno dei nostri stessi anfratti meno conosciuti, per poi riportarci, come sottolinea l’autore stesso, verso noi stessi e verso la nostra casa dell’anima.
Il libro nasce da un progetto narrativo nell’ambito di un dottorato di ricerca.
Concepito inizialmente in inglese, nella successiva traduzione miscela lingua italiana e dialetto romanesco, a configurare uno stile narrativo semplice. Una duplicità che è il riflesso di un dissidio identitario, per richiamare le parole autoriali. Una storia che fa dialogare  luoghi e classi sociali differenti in una Roma che, a tratti, diventa protagonista.
Il romanzo – racconta Alessandro – è in parte autobiografico. In esso faccio rifluire frammenti della mia vita  e della mia esperienza, che però vengono ripuliti e riadattati per creare una cornice narrativa e drammaturgica“.
Pietro, il protagonista, si rifugia nel mondo dei graffiti, per poi rendersi conto che rappresenta una fase transitoria verso la ricerca di un’identità più compiuta.
Parimenti – racconta – questo romanzo ha costituito un catalizzatore di crescita, che mi ha condotto verso una maggiore adultità e consapevolezza di me“.
In Briciole, Alessandro racconta la vicenda di Pietro e della sua famiglia. È il destinatario di un mandato interrotto: quello del nonno che a causa della guerra non ha potuto studiare. Una ferita aperta nella storia familiare, che porterà inconsapevolmente a riversare su di lui tutta una serie di aspettative che si tradurranno in pressioni familiari e sociali.
Pietro si riconosce soltanto in parte nel modus vivendi della propria famiglia. È alla ricerca di un suo spazio autentico. Del suo posto nel mondo. Un girovagare identitario che lo condurrà a fare la conoscenza di Sandro, che un ragazzo della Roma Sud, definito come un po’ “malandrino”.
Alessandro Pozzolo dà vita a un romanzo in parte onirico. Pietro, nei momenti di maggiore spaesamento e di maggiore pressione esterna, viene risucchiato dal proprio mondo interiore che è caratterizzato da una serie di scale e di elementi che ricordano la pittura di Escher.
Un romanzo di formazione che piace ai giovani graffitari. Incuriosisce chi non lo è e parla di un mondo di per sè divisivo, promuovendo un dialogo intergenerazionale e una maggiore conoscenza dell’universo dei propri figli, a volte apparentemente lontano e incomprensibile.
I prossimi appuntamenti sono a Roma: sabato, 20 giugno, all’Ex Dogana e giovedì 25 giugno, alle 18.30, alla libreria di via Panisperna.

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