Conto alla rovescia per l’edizione prenatalizia della Fiera del Vintage
È scattato il countdown per la XXI edizione della Fiera del Vintage, ospitata nell’area espositiva A1 Expò di S. Marco Evangelista. Il fine settimana da segnare sul calendario è quello che va dal 22 al 23 novembre.
Partita in sordina, questa fiera è cresciuta progressivamente negli anni, diventando uno deglii appuntamenti trainanti del polo fieristico. Dodicimila metri quadri di esposizione; oltre 300 espositori; un’area dedicata alle auto, alle moto e all’oggettistica d’epoca.
Vere e proprie chicche d’abbigliamento, che attraversano epoche e stili iconici.
Capi introvabili, particolarmente ricercati, veri e propri affari o semplicemente abiti in grado di strappare un sorriso.
Una tappa che richiama sia un folto gruppo di appassionati e di curiosi, in cerca del pezzo particolare, dell’affare o dell’oggetto un po’ strambo e divertente. Sia veri e propri collezionisti, metodici scopritori dell’articolo unico, magari ad un prezzo vantaggioso.
Una ricerca certosina che detta le coordinate spaziali e temporali di una giornata diversa dal solito, con possibilità di pranzare in loco e la disponibilità di un ampio e comodo parcheggio scacciapensieri.
L’edizione prenatalizia annuncia di essere magica e rigorosamente in rosso, in occasione di uno dei periodi più speciali dell’anno.
Abbiamo fatto una chiaccherata con Dario Bocchetti, addetto alla Comunicazione dell’area espositiva A1 Expò
D. Come sarà questa edizione di novembre?
R. Quella di novembre sarà un’edizione molto sentita, perché precede il Natale ed è l’ultima dell’anno. Per la 21ª edizione immagino che il rosso sarà il colore dominante.
D. Com’è cresciuta la fiera nel tempo?
Fiera del Vintage ha conosciuto una crescita esponenziale. Siamo partiti con un profilo molto basso e, passo dopo passo, abbiamo raggiunto i risultati sperati. È stato un percorso fatto di ambizione, sacrificio, pazienza e duro lavoro. Oggi possiamo ritenerci pienamente soddisfatti.
D. C’è un tipo di oggettistica che piace di più e funge da traino?
R. Il nostro pubblico è estremamente trasversale, sia per genere sia per fascia d’età. Proprio per questo è difficile individuare un’unica tematica trainante: ogni visitatore trova il suo interesse e questo rende la fiera ricca e variegata.
D. E nel settore abbigliamento?
R. Nel settore dell’abbigliamento si è sviluppata una vera e propria community all’interno della community. Qualche anno fa ci rendemmo conto che era la tematica con il maggior interesse da parte dei potenziali espositori, ed è per questo che decidemmo di dedicare un’area esterna di rilievo al vestiario. Il deejay set permanente ha poi contribuito a creare un’atmosfera che va oltre la semplice esposizione, trasformandola in un evento che sembra correre parallelamente alla fiera.
D. Quali sono gli elementi chiave su cui puntate?
R. Il nostro pubblico è molto eterogeneo: spazia dagli adolescenti fino alla terza età. Fiera del Vintage coinvolge tutti, ciascuno per motivi diversi. Restiamo fedeli all’obiettivo originario del format: riportare alla luce le cose belle delle generazioni passate, valorizzandole con una nuova prospettiva. Naturalmente qualche dettaglio va sempre aggiornato, modificato o arricchito per continuare a offrire al pubblico emozioni nuove.
D. C’è un profilo tipo dell’appassionato o del collezionista?
R. L’appassionato ha un approccio più easy: acquista per il piacere di portarsi a casa un oggetto che lo colpisce o che lo emoziona. Il collezionista, invece, vive l’appuntamento con maggiore serietà e arriva in fiera con idee precise e obiettivi chiari. Se dovessi dire se prevale l’uno o l’altro, credo che sia la passione a muovere questa grande comunità di nostalgici felici.







La galleria fotografica comprende alcune foto della XX edizione.

