EDITORIALE. Bologna -Napoli 2-0. C’è della smorfia napoletana nelle parole al vetriolo di Conte
Facendo una breve ricerca su Internet sulle origini della smorfia, si scopre subito che queste sono incerte. Molte credenze ne attribuiscono l’uso al nome di Morfeo, il dio del sonno dell’antica Grecia, poiché è tradizione tradurre in giocata la descrizione di un sogno. In realtà, però, la smorfia viene spesso utilizzata anche per interpretare situazioni reali che attirano l’attenzione popolare.
Un’altra teoria, più accreditata, fa risalire le sue origini alla cabala, secondo la quale nella Bibbia non esiste parola, lettera o segno che non abbia un significato nascosto. Da generazioni, nella tradizione napoletana, ogni numero estratto durante una partita di tombola viene accompagnato dal suo corrispondente nella smorfia, ormai diventata una sorta di dizionario simbolico: a ogni vocabolo, persona, oggetto, azione o situazione corrisponde un numero da giocare al lotto. La smorfia è, dunque, intimamente legata alla città di Napoli, che la conosce molto bene… Forse ora sta imparando a conoscerla anche Antonio Conte, che abbiamo visto furioso nel post-partita di Bologna-Napoli al Dall’Ara, dove la squadra partenopea è uscita sconfitta per 2-0 contro quella di Vincenzo Italiano.
«Non accompagno un morto», ha commentato il tecnico di Lecce nel dopo gara. Secondo la smorfia napoletana, “il morto che cammina” corrisponde al numero 32, ma forse pensandoci, chissà, il tecnico leccese potrebbe aver reso omaggio al romanzo Morto che cammina di Irvine Welsh, pubblicato nel 2018 e tradotto in Italia l’anno successivo da Guanda. Al di là delle congetture fantasiose, quel che è certo è che il Napoli che cade a Bologna preoccupa e non poco.
I rossoblù hanno dominato la gara trovando il vantaggio a inizio ripresa con Dallinga, e raddoppiando al 66’ con un colpo di testa di Lucumí.
«È la quinta sconfitta dall’inizio dell’anno: significa che c’è da fare delle riflessioni», ha dichiarato Conte ai microfoni di Dazn.
Nonostante l’impegno europeo — il Bologna ha giocato giovedì in Europa League contro il Brann e il Napoli martedì in Champions con l‘Eintracht —, i rossoblù sono apparsi più brillanti e convincenti, conquistando tre punti pesantissimi che valgono il sorpasso sulla Juventus al quinto posto, a una sola lunghezza dal Napoli, fermo a 20 punti insieme al Milan. Curiosamente, il Bologna non batteva il Napoli in casa dal 2019.
Del resto, considerando la prestazione degli azzurri con appena quattro tiri totali, di cui uno solo verso la porta, e mai realmente pericolosi nonostante il lungo possesso palla, Conte ha fatto bene a parlare di una squadra “morta”. E se nelle ultime settimane il tecnico aveva provato, tra conferenze e polemiche, a ricompattare il gruppo, è evidente che questo tentativo non abbia funzionato. A questo punto, non bastano più le scusanti degli infortuni.

