HOMETEATRO

Il caso di Alessandro e Maria: storia di un amore sfiorato con intensità al Serra

Il caso di Alessandro e Maria, di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, tornerà al Teatro Serra stasera, domenica 22 febbraio, alle ore 18:00.

Lo spettacolo vede in scena Giacomo Casaula e Laura Cascio, con l’accompagnamento di Andrea Barone alle tastiere.
Alessandro e Maria – spiega Casaula – sono due persone normali, prese nel corso della loro esistenza mentre inseguono le tracce di una storia e di un’intesa che forse non hanno mai davvero avuto
È la storia di due amanti che si ritrovano a parlare delle loro vite, in maniera apparentemente banale. Emergono le traiettorie di nuove conoscenze, le idealizzazioni e i corteggiamenti incrociati. La famiglia e le routine giornaliere, il lavoro, i viaggi che dovrebbero rendere la vita piena e realizzata. Al cicaleccio del presente improvvisamente subentra il frastuono del passato, in maniera brusca e talvolta dolorosa. Tutti i rancori, i rimpianti e i rimorsi accumulati e taciuti.
Non voglio compiere l’errore – continua Casaula – di idealizzare il passato, un tempo che non ci appartiene e che era connotato da patriarcato, prevaricazione e machismo, con tanti elementi oscuri. Ma, indubbiamente, i rapporti di coppia oggi sono difficili e complessi. In un’epoca di individualismo imperante, non solo a livello sociale ed economico, ma anche relazionale, fisico, emotivo e spirtituale, pensarsi in due è ostico, così come camminare prospetticamente insieme e costruire un orizzonte condiviso, simile e complementare, di idee. I rapporti sono usa e getta, soggetti a rapida usura e noia. La conoscenza dell’altro da sè non conduce più a una dimensione di intimità, bensì a una rapida perdita d’interesse e a un distacco annunciato. Per opporsi a questa tendenza decadente e dare contemporaneamente  un senso antico e nuovo allo stare insieme occorrono impegno e forza di volontà“.
Sandro abita la mente di Maria ancora prima di palesarsi fisicamente: la sua presenza sbuca dall’ombra, l’abbraccia la culla, la tormenta. Lei cerca di difendersi, attraverso un atteggiamento ironico e canzonatorio, che a tratti diventa aggressivo. In realtà, mostra in controluce che l’amore non si è mai spento e che lei sta soltanto aspettando che lui faccia un passo nella sua direzione.
Non ci è dato sapere – riflette l’attore – se si siano incontrati davvero o se la loro sia solo una fantasia“.
La vita di Maria è apparentemente piena, dinamica, realizzata: non ha figli e può fare delle sue giornate ciò che vuole. Ma, in realtà, le manca la quiete di un rapporto solido e condiviso e quella figlia, Alessandrina, che i due non hanno mai generato.
I toni stilistici e narrativi si alternano – evidenzia Giacomo -. Una polifonia che rende la prova attoriale complessa e interessante. C’è spazio per l’ironia, la tenerezza, il dramma, la rabbia, una sorta di folle delirio. Sottesa a tutto si percepisce una costante tensione erotica e sensuale, che non sappiamo se appartenga al loro passato o anche al presente“.
Progressivamente la facciata si sgretola ed emergono dagli anfratti del cuore e della mente le parole che i due vorrebbero dirsi davvero.
Maria è fragile, a volte infantile e irrisolta. Alessandro è in cerca di emozioni vacue e transeunti, ma è anche profondamente rigido e giudicante.
Le punta il dito contro. La sminuisce. Il suo è a tratti un amore invadente, pervasivo e tossico, legato a comportamenti oscuri e a idee prevaricanti.
Lei – ribadisce Casaula – è una post sessantottina, figlia della liberazione sessuale e maggiormente disinibita. Crede ancora nella fantasia e nella creatività al potere, ma, a ben vedere, si sente inadeguata e monca di una maternità mancata. Lui è impotente, non tanto a livello fisico, ma perchè si affanna ad inseguire il mito dell’uomo intero e sano e non tollera il fatto che il suo sistema di idee, convinzioni e convenzioni sia andato in frantumi“.
Giacomo Casaula e Laura Cascio interpretano questo amaro cammino dei sentimenti in maniera credibile, ironica, buffa, tenera, intensa, rabbiosa, drammatica, erotica, passionale, delirante, folle, rassegnata, in una prova attoriale vivida e plastica.
Per mostrare come una storia possa trasformarsi nell’ombra di una non storia, scivolando potenzialmente e pericolosamente verso un caso di cronaca, macchiato di violenza.
L’allestimento scenico è minimale, costituito solo da due sedie e un tavolino, ma ci trascina nel vissuto presente e passato di una coppia che non sa essere tale, ma rimane sospesa in un limbo.
Perchè non c’è peggiore punizione dell’essere senza esserci. Dell’abitare la mente di una persona senza essere accanto a lei nella quotidianità, in nessun luogo e in nessun tempo. La musica, suonata da Andrea Barone, segna il ritmo del racconto e il cambio dei toni. Accompagna i due attori e li sospinge.
La musica – evidenzia Casaula – al pari di una colonna sonora ha un ruolo fondamentale. Nell’opera originale abbiamo una mini orchestra. Nel nostro caso le tastiere, uno strumento polivalente“.
Richiamando le parole del protagonista, il finale segna un momento catartico e liberatorio, che scioglie nel pubblico la tensione accumulata, creata da uno spettacolo che sa essere anche perturbante, disturbante e richiamare alcune ferite personali mai sopite, innescando un processo di identificazione.

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