Spider-Man: Brand New Day, il coraggio di scoprire chi si è
Questo capitolo della saga dell’Uomo Ragno, Spider-Man: Brand New Day, diretto da Destin Daniel Cretton, ci restituisce l’eroe più umano e fragile di sempre, che non dimentica mai la lezione fondamentale: da un grande potere derivano grandi responsabilità.
Come ne La Maschera di Zorro, assistiamo a un testimone che passa di mano in mano tra prescelti. Restano fisse le figure cardine, ma si evolvono: una zia May decisamente più giovane e una MJ dai tratti esotici, non più attrice, ma prima biologa e poi ingegnere spaziale. Non è un caso: le mutazioni genetiche da una parte e la tecnologia dall’altra la fanno da padrone. Ed è proprio questo che rende questa versione ibrida perfetta: unisce il fumetto classico, con le ragnatele sparate dai dispositivi ai polsi, e quello contemporaneo, con il morso del ragno radioattivo e la mutazione genetica.
Il nuovo Spider-Man siglato Marvel, a differenza del precedente che appariva più concentrato sul senso del dovere, mette molto più al centro i sentimenti. Peter Parker è un ragazzo come tanti, che passa quasi inosservato. Ha la faccia pulita dell’attore Tom Holland, Un clown triste ma ridanciano, un amichevole Spider-Man di quartiere che nasconde una profonda solitudine e che spia a distanza la vita di chi ama. Lo fa perché ha cancellato la memoria al suo grande amore e al suo fidato migliore amico per proteggerli, e ora quel vuoto lo sta divorando.
È triste, affranto, quasi svogliato nel proseguire da solo. E questa solitudine scatena in lui una lotta intestina potentissima: la sua forza biologica istintuale, che non si integra più nell’ordito protettivo dell’amore e dell’amicizia, rischia di diventare incontrollabile. Il ragno dalle pupille nere, forte e rabbioso – frutto di una miscela ormonale esplosiva – tenta di prendere il sopravvento sull’essere umano, tanto da mettere a rischio l’incolumità degli innocenti. Peter cerca di restare umano (e abbastanza fedele a sè stesso) e di controllare meccanicamente le forze genetiche, grazie agli artifici messi a punto con l’ausilio dell’AI.
Il film riflette proprio su questo: sulle parti di noi che nascondiamo e rinneghiamo, e su quanto ci costi snaturarci per farlo. Su chi sembra dalla parte dei cattivi ma si rivela un vendicatore, al servizio di una giustizia dal sapore antigoniano, e sugli apparenti buoni, abitati, sotto la superficie, dalla smania di potere. Sugli antieroi che diventano eroi. Sulla forza dei legami e, parimenti, sulla saggezza di lasciar andare, perché chi amiamo ha cambiato pelle, tempo, luogo e destino.
E qui il nostro eroe triste deve incassare un colpo e una consapevolezza indigesti. A volte, l’amore non è per sempre, nonostante le buone intenzioni e l’impegno distribuiti in abbondanti manciate, come sapide spezie, per dare sapore all’esistenza.
Le persone diventano altro da sè.
Glielo rivela la stessa Mary Jane. “Grazie per aver protetto quella ragazza. Ma io non sono più quella versione di me“.
A prescindere da tutto e da tutti. Dalla memoria cancellata o meno: alcune cose riposano nel profondo, in barba ai tentativi di arginarle o metterle a tacere. Ci appartengono e, almeno in parte, ci definiscono. Altre si trasformano… inesorabilmente e irrimediabilmente…
A rompere questo equilibrio, già di per sè estremamente precario, che i Negranaro avrebbero considerato “in bilico tra santi e falsi Dei”, arriva prepotentemente una nuova figura: una ragazza capace di controllare le menti, tranne proprio quella di Peter.
La stessa mente di Jean Grey è fuori controllo, paradossalmente: offuscata dal dolore e dal risentimento. Lei lo ritiene alleato di chi ha rapito sua sorella e lo tiene sotto scacco, mettendo in pericolo proprio le persone che Peter vuole ardentemente proteggere, costringendolo a scendere in campo e a rivelarsi.
Il film dà spazio anche ad altri super eroi o antagonisti storici, che hanno il sapore, il colore e la stazza degli anni ’90,: l’incredibile Hulk, che salta fuori da quello che sembra un mite professore universitario di fisica. Le lotte non si riducono a scontri corpo a corpo acrobatici, quindi, ma vengono trasposte su un altro piano: quello mentale ed emotivo.
Dal campo del visibile, un po’ splatter e plateale, a quello interiore, non manifesto, ma i cui effetti sono potenti.
Addirittura devastanti. Basta una frase: “Credevo che al di là di ogni logica, si ricordasse di te. Invece in lei c’è il vuoto. Nessuna traccia“.
O ancora la frase di The Punisher, un veterano di guerra pluridecorato che, in seguito all’uccisione di tutta la sua famiglia, diviene un vigilante, determinato a ripulire le strade di New York, dalla feccia della criminalità, con metodi poco ortodossi, decisamente brutali: “Pensi che tutto questo sia una scelta? Una specie di stile di vita? Se coloro che amo fossero ancora vivi non me ne starei nascosto, lontano da loro“.
Un dramma esistenziale riassunto in poche brucianti parole. Di quelle che ti svuotano dentro e scavano trincee fuori.
Nel finale, quando Spider-Man riesce ad avere la meglio, la verità viene a galla: la ragazza non è una villain, è solo una vittima.
Sua sorella Sara è stata usata come topo da laboratorio. I suoi poteri sono stati sollecitati fino a sfinirla, a farne un guscio vuoto e a condurla a una morte atroce e ingiusta. A quel punto i due nemici – ma solo perchè erano vittime di una lucida altrui allucinazione – decidono di allearsi, per il bene proprio e collettivo
E ora arriva la domanda che ci lascia metaforicamente e letteralmente appesi a una ragnatela, fino al prossimo film: cosa accadrà nella sfera sentimentale di Peter?
Tornerà con la sua amata storica, che sembra non avere più alcun ricordo del loro amore, o abbandonerà il passato e si lascerà andare a un idillio, dal sapore noir, con la ragazza controlla-menti, la potente mutante telepatica, con cui sembrerebbe essere già nato un feeling, forse già un pensiero e un lieve turbamento emotivo, che lavora silentemente sottotraccia? I titoli di coda non deludono e annunciano già, per ingolosire e creare una crescente attesa negli spettatori, il sequel…


