Tracce dinamiche: il teatro De Filippo di Arzano esplora la molteplicità dei linguaggi
Continua la quarta edizione di Tracce dinamiche, con la direzione artistica di Ettore Nigro, al teatro Eduardo De Filippo di Arzano.
“La rassegna – spiega il direttore artistico – è pensata all’insegna del dinamismo dei linguaggi. Il progetto non ha un vero e proprio tema portante, bensì una linea editoriale, cioè predilige una tipologia di spettacolo“.
Come ribadiscono gli addetti ai lavori, nell’ambito della formazione del pubblico si cerca di creare un nucleo di interesse attorno a un progetto culturale, connotato da un plurilinguaggio.
“Vogliamo mostrare – continua – che il teatro è qualcosa di molto più ampio di quello che si possa immaginare. il nostro nucleo tematico ruota intorno alla riattivazione contemporanea degli archetipi classici“.
Il giallo Rosaura alle dieci – in scena il prossimo 4 marzo – presenta una commedia connotata da ironia, forte dramma e disperazione, che richiama la commedia dell’arte e valorizza la forza poetica.
“Miriamo – ribadisce Ettore Nigro – alla rottura della quarta parete. Tentiamo di avvicinare il pubblico al palcoscenico. Di farlo letteralmente salire sul palco”.
Dello spettacolo Pluto – che sará rappresentato il 19 marzo – sono protagonisti un gruppo di giovanissimi, in una Roma caratterizzata dalla lotta tra povertà e ricchezza.
Con Costellazioni – che sarà protagonista il 25 marzo – assistiamo a una storia d’amore che incrocia i temi della fisica quantistica, con momenti di dialogo davvero intensi, propri del teatro contemporaneo.
“Il problema del teatro attuale – continua il direttore artistico – è che gli spettacoli di nicchia non esercitano più una fascinazione com’era un tempo, perchè le minoranze di potere non vengono più valorizzate, mentre prima il teatro di sperimentazione veniva ascoltato proprio perché era la voce di una minoranza e di una sacca di resistenza“.
A chiudere la rassegna, il prossimo 16 aprile, lo spettacolo Mare di ruggine con Antimo Casertano.
Casertano – attraverso questa rappresentazione – si scava dentro e riannoda i fili spezzati della storia della sua famiglia, il cui cammino si interseca con quello dell’italsider.
“Una storia – evidenzia Nigro – che rappresenta e attraversa l’Italia, funestata da tutti una serie di mostri ecologici. È un lavoro caratterizzato dal dinamismo del pensiero, che vuole risvegliare la coscienza collettiva e il senso critico, attraverso un tema molto attuale. Un risveglio dell’anima che ognuno può portarsi a casa“,
Richiamando le parole del direttore artistico, si tratta di spettacoli con una spiccata componente emotiva, dove il commuovere diventa risorsa cognitiva, nel senso che ci si emoziona per conoscere. Rispetto alla riattivazione degli archetipi atavici non si tratta di una pedissequa riproposizione passatista.
” Noi siamo liberi dalle citazioni – sottolinea Ettore -. Siamo liberi dal citare. Noi li rifondiamo, li rimoduliamo in una chiave contemporanea, raccontando una storia del nostro tempo”.
Sapido ed efficace il gemellaggio con la wine experience.
La Wine Experience di Andrea Cappellani di Napoli Wine Tours propone un connubio tra territorio, radici e sapori.
Questo crea un’esperienza gustativo – olfattiva, dove i saperi del teatro portano con sé i sapori tipici di un territorio.
“Non a caso – ribadisce Nigro – Dioniso è sia il dio del teatro sia del vino. Il vino è un inibitore degli inibitori ed è usato nella nostra architettura sociale per spogliarci dai sistemi di difesa. Per accedere alla prima pulsione primordiale e vitale dell’eros. Quell’eros che si identifica col teatro stesso e che serve a far breccia in noi, per far uscire una luce profonda“.
Rifacendosi alle parole di Nigro, che cita l’attore, regista e drammaturgo Antonin Artaud, l’arte drammatica sarebbe un morbo simile alla peste e servirebbe a creare sconvolgimento e a sovvertire l’ordine costituito. Richiamando il pensiero di Artaud: “L’azione del teatro, come quella della peste, è benefica, perché, spingendo gli uomini a vedersi quali sono, fa cadere la maschera, mette a nudo la menzogna, la rilassatezza, la bassezza e l’ipocrisia”.
A fini esplorativi e trasformativi, gli attori studiano il testo e fanno un lavoro certosino sia sul linguaggio sia sul metalinguaggio di ogni spettacolo.
Il teatro Eduardo De Filippo di Arzano partecipa all’iniziativa Un palco per il Sannazaro e, quindi, aprirà le proprie porte per permettere alla compagine di un luogo storico e amato, purtroppo andato distrutto, di continuare tenacemente e coraggiosamente la stagione.




