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Champions League: il primo turno premia le (brutte) italiane

Due vittorie, un pareggio ed una sconfitta. E’ il bilancio delle italiane in Champions League, brutte ma efficaci. D’altronde non devono sfilare sulla passerella di Miss Italia.

Pazza Inter, soffre contro il Tottenham ma la porta a casa

A San Siro in Milano va in scena il grande spettacolo degli Hotspur. A spuntarla sono però i nerazzurri. Brutti, come in campionato, ma stavolta cattivi, egocentrici e cinici, forse un po’ arrabbiati. La spuntano loro rispondendo al vantaggio di Eriksen con Icardi che raccoglie un assist di Asamoah. A completare l’opera ci pensa Vecino al 92esimo, il tutto al termine di una partita in cui il Tottenham tira 7 volte nelle specchio della porta. Vince la meno italiana delle italiane in Champions.

Napoli da assestare: pareggio a reti bianche e dramma Milik

Contro la Stella Rossa il Napoli totalizza 734 passaggi totali e ne completa 631, arrivando a tirare nello specchio del portiere avversario ben 8 volte. Sembra il Napoli di Sarri, ma è targato Ancelotti. E’ nella prima partita di Champions che si consuma il dramma di Milik e compagni, incapaci di segnare mangiandosi l’inverosimile. Un punto che complica tutto, perché questa era la candidata al cucchiaio di legno del girone.

Valencia – Juventus 0-2: tre rigori e l’espulsione di Cristiano Ronaldo, succede di tutto

Un mezzo disastro arbitrale: espulsione ingiusta a Cristiano Ronaldo, due rigori giusti per la Juventus ed un’invenzione nel finale con il penalty per i padroni di casa. La prima giornata di Champions mostra che anche i campioni piangono. Stavolta ci pensa l’arbitro, che espelle Cristiano Ronaldo dopo trenta minuti ma non tocca i valenciani che si prodigano in interventi assai più duri. Alla fine Pjanic li punisce due volte dal dischetto: zero scuse, zero alibi, solita Juve.

Roma sotterrata al Bernabeu: Di Francesco ora deve rispondere

Nell’ultima intervista ad un quotidiano aveva parlato dell’odio sul web nei confronti suoi e del figlio, a causa delle “provocazioni” a Douglas Costa. Nel merito di una difesa colabrodo non è stato capace ancora di trovare una soluzione. Il 3-0 che il Real rifila alla Roma, e potevano essere anche di più i gol segnati dai blancos, aggravano il bilancio. Fazio e Kolarov sembrano delle ombre, quasi camminano al cospetto di Carvajal e Bale. N’Zonzi è quasi un pesce fuor d’acqua ed il giovanissimo Zaniolo (classe 99 al suo esordio in Champions) non era pronto.
Di Francesco adesso dovrà far capire perché in questo 4-3-3 non c’è spazio per Cristante, per Pastore e solo poco tempo è stato dato a Perotti. Come sempre, però, il tempo potrebbe essere galantuomo con mister Eusebio.

 

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Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania da maggio 2014.

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