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La D di donna di Davide Rocco Colacrai: resistenza e addio

A quasi due anni da “Ritratto del poeta in autunno” il poeta Davide Rocco Colacrai è nuovamente nelle librerie con la raccolta poetica “D di donna. Concerto per la resistenza e l’addio”.

Il volume vede per la prima volta il poeta Colacrai pubblicato da Edizioni Il Foglio Letterario, casa editrice toscana, per la collana Poesia a cura di Cristina de Vita.

Il libro è già disponibile su ordinazione in tutte le librerie e store digitali oltre che sul sito della casa https://www.ilfoglioedizioni.com/

Il volume si compone di 25 poesie organizzate armonicamente in sei capitoli, definiti Voci.   

La prefazione è a cura del Professore associato di Letteratura italiana dell’Università degli Studi di Foggia Gianni Antonio Palumbo.

Le poesie sono tutte dedicate all’universo femminile. D come donna ma anche D come Davide: l’assonanza però non porta all’autoreferenzialità. Anzi. La raccolta poetica è un inno, un dono, un riconoscimento a figure femminili che, per nulla divine, affascinanti ed ammalianti, sono invece corpi e anime che escono dalle loro sconfitte personali più forti, “vincendo su una società disempatica, urlante, schizofrenica” senza però “sviolinature (…) Puoi contare ogni osso dei suoi personaggi; il poeta li rende materici, ne sottolinea la creaturalità. Sono angeli, sì, ma fatti di carne, fragili e forti come la tempesta della vita che suo malgrado spesso non riesce a trascinarli e annientarli” spiega Palumbo nella prefazione.

Il loro ricordo è impresso nell’immaginario di Colacrai tanto da diventare verso che celebra la vita, la morte, le vittorie e perdite di queste figure.

“D di Donna è la continuazione ideale di –  nonché la risposta perfetta al pluripremiato – “Istantanee Donna”, con cui riflettiamo ancora una volta su chi siamo, su chi vogliamo essere e verso dove decidiamo di andare in questo caos moderno di tutto e niente” dichiara l’autore Davide Rocco Colacrai.

Come in tutti i precedenti libri anche in questo, Davide Rocco Colacrai si conferma poeta dai contenuti civili contemporanei. Nei suoi potenti versi ben si riconoscono periodi storici, personaggi conosciuti e riconoscibili, eventi attuali; si spazia inoltre dalla musica – di cui è appassionato ascoltatore oltre che musicista di arpa – alla letteratura (“La pelle dei poeti – per Alda Merini” e “No, Signor Giudice! (dedicata)” ispirata alla storia di Franca Viola), dalla cinematografia e a fatti di storia contemporanea (“Madre azzurra di neve e morte – Belesur 2022 dedicata ad una madre afgana trovata morta mentre attraversava l’Iraq verso la Turchia e “Hildegart che muore tre volte – in memoria di Hildegart Rodríguez Carballeira, attivista e pensatrice spagnola degli anni 30) fino a versi dedicati a persone che hanno abitato, e abitano, la sua vita e il suo quotidiano come la madre, la zia e l’adorato cane Mitty.

Contemporanee e popolari le citazioni musicali che vanno da Max Gazzè a Iva Zanicchi, da Mia Martini a Zucchero.

 

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