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Morte Astori: silenzio e dolore, il calcio piange il suo Davide

Ciao Davide, ti chiamo Davide e non Astori, perché questa è la storia di un uomo prima che quella di un calciatore. La storia di un uomo per cui l’Italia si è paralizzata dal dolore, dopo che, a fermarsi, era stato il tuo cuore. E non importa se quel muscolo involontario batta, solitamente, per i colori azzurri, bianconeri, giallorossi e così via, perché ieri batteva soltanto per te.

Tanto forte da sentirlo ad ogni parola postata da calciatori, club o tifosi, tanto addolorato da rendere l’idea che quella di ieri sia stata una delle domeniche più tristi che il nostro calcio abbia mai vissuto. Già, la domenica, il tuo giorno.

Indossavi, fiero di rappresentare una città di arte e di passioni forti, la maglia della Fiorentina, portavi al braccio la fascia da Capitano, non per ragioni di marketing o mercato, ma perché ne incarnavi al meglio le doti. Educato, sorridente, punto di riferimento per i più giovani, elegante e di animo buono.

Non ti ho mai conosciuto, ma è come se da ieri lo avessi fatto grazie alle parole di chi ha avuto la fortuna di conoscerti. Non ti abbiamo mai conosciuto, ma potevi essere un parente, amico, fidanzato, di ognuno di noi e, a 31 anni, ne avevi ancora di vita da assaporare, di sorrisi da riempire, di sogni da colorare.

Ciao Davide, ovunque tu sia.

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