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Cina: avorio messo al bando

La vendita e la lavorazione dell’avorio, per secoli orgoglio nazionale, da domenica è illegale in Cina. Si tratta di un grosso passi avanti nello sforzo di salvare gli elefanti dall’estinzione. Il 70% del consumo mondiale di avorio avviene infatti in Cina.

“Il 2018 inizia con la speranza che gli elefanti possano essere più sicuri, ora che la Cina ha vietato le vendite di avorio commerciale: i prezzi sono in calo e gli sforzi di applicazione della legge in molte parti dell’Africa e dell’Asia sono molto migliorati”, dice il Ceo di WildAid Peter Knights.  Addio al commercio illegale di zanne e corni: la decisione sul bracconaggio da parte della Cina, il Paese ad oggi con la maggiore richiesta d’avorio, segna una svolta globale. Dalla fine di dicembre 2017, infatti, il gigante asiatico ha disposto la chiusura del mercato interno. Per questo, secondo diversi esperti della comunità internazionale, questa storica messa al bando prefigura un passaggio epocale che aiuterà a fermare i bracconieri in tutto il mondo, salvando le popolazioni di Elefante africano.

La decisione della Cina è stata salutata dalla comunità internazionale come una misura storica, in grado di generare un importante cambio di rotta nel declino che le popolazioni selvatiche di elefanti africani stanno subendo. Infatti, si stima ogni anno tra i 20.000 e i 30.000 esemplari vengano abbattuti dai bracconieri per il commercio illegale d’avorio, alimentato dalla criminalità organizzata globale e dalla grande domanda proveniente dai paesi asiatici. Praticamente un elefante ucciso ogni 25 minuti, in un trend che negli ultimi dieci anni ha fatto calare la specie di oltre il 20%.

 

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