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Il Teatro canzone di Giacomo Casaula: prossima tappa Casa Trinità

Giacomo Casaula torna col suo teatro canzone che si moltiplica in diversi varianti e date.

Il 26 ottobre sarà a Casa Trinità con Il caso di Alessandro e Maria che affronta le dinamiche di coppia.La coppia è – richiamando le parole di Giacomo – un costrutto che negli ultimi 25- 30 anni ha subito grosse trasformazioni ed è in crisi perché siamo in un’epoca di radicato individualismo intrinseco.La realtà a due appare sin da subito problematica: ci si deve interrogare sul significato profondo dello stare insieme.

Sempre secondo Casaula, in quello che Bauman chiama tempo e universo liquido è difficile creare qualcosa di importante e di duraturoLa mancanza di certezze economiche e lavorative si propaga alla vita relazionale.

“Spesso le persone – continua Giacomo – hanno uno stile di vita e velocità esistenziali ed emotive diverse. Queste due componenti fanno emergere squilibrio e incomunicabilità“.Come se ne esce?”Solamente – evidenzia Casaula – se riescono a incontrarsi due persone che sono centrate su sè stesse in maniera sana e che sono disposte a investire sulla coppia reciprocamente ogni giorno, raggiungendo un equilibrio“.In questo modo la coppia può dare ancora molto a livello individuale, ma anche come proiezione collettiva.Il teatro canzone riflette la realtà e sulla realtà e per questo lo spettacolo Love si è evoluto, correlandosi alla drammatica situazione di Gaza.

Si apre con una canzone di Paola Turci: Bambini.

Lo spettacolo indaga anche il concetto di mascolinità e non rimane confinato solo nel perimetro dell’amore erotico – sessuale, ma ne contempla anche altre declinazioni come quella connessa all’affetto genitoriale e filiale.Nell’ambito del percorso tematico che si snoda tra canzoni e monologhi incontriamo anche la graffiante raffinatezza di Rino Gaetano con Resta vile maschio dove vai?, in cui il cantautore affronta il tema del rapporto tra i due sessi da una prospettiva differente.

Trovano spazio anche riflessioni sulla stima e il rispetto che dovrebbero costituire le fondamenta di un solido rapporto d’amore. Riscontro anche al peso della ferita del tradimento.

“È fondamentale – spiega il cantautore – che ognuno mantenga la propria dimensione all’interno di un rapporto a due. L’amore autentico riesce a sopravvivere alle difficoltà. Anzi di più: a smuovere energie e risorse“.

Con Viola e le altre viene affrontato il tema di un amore che non è amore.

Tutto ha inizio dal desiderio di amare, un sentimento sognato e idealizzato che attira soggetti che agiscono un controllo pervasivo e che sono ossessionati da un malsano tentativo di esercitare il proprio potere distruttivo.Una concezione distorta che – richiamando il pensiero di Casaula – fa concepire e trattare l’altro da sé come una propria proprietà in uno svalutante processo di reificazione.

Anche in questo caso vengono alternati canzoni e monologhi. Il riferimento letterario è al Barone Rampante perchè Violante è la vicina di casa e il principale interesse amoroso di Cosimo.

Uno spettacolo che si trasforma in un grido di dolore e di allarme. I dati parlano di una donna ammazzata al giorno, vittima per giorni e settimane di vessazioni fisiche e psicologiche, prima di arrivare a un tragico epilogo.

Un percorso tematico in cui incontriamo, tra gli altri, De Andrè con La Canzone di Marinella, in cui prevale l’elemento favolistico, o Edoardo Bennato.

Le canzoni seguono un filo conduttore che si snoda dalla poesia Se domani non torno dell’argentina Cristina Torres Caceres, all’origine del movimento Non una di meno.

Infine c’è lo spettacolo Nessuno sfugge al ciclope, che fa parte del progetto L’Antico fa testo, in cui Casaula è presente in veste attoriale.Lo spettacolo ha esordito nell”agosto 2024 al Velia Teatro Festival e tornerà sul palco dal 7 al 9 novembre ad Agrigento e il 21 novembre a Padova.

Un progetto di Luigi Spina, che ha insegnato Filologia Classica all’Università Federico II, il cui riadattamento e la regia sono curati da Francesco Puccio.

Una versione divertente che getta un ponte tra l’antico e il contemporaneo.

La domanda è: riuscirà Polifemo a risultare vincente una volta tanto rispetto a Ulisse?

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