Airola, un carcere in rivolta

C.S.

Riportiamo le dichiarazioni del criminologo, Alfredo Grado: “La rivolta al carcere di Airola di qualche giorno fa, unitamente ai dati presentati nel III rapporto sugli IPM da Antigone, secondo cui “l’80% dei ragazzi reclusi presso gli istituti minorili sarebbero del Sud”, rimarca una atavica lacerazione, quella delle due Italia. Ma la cosa che colpisce di più è che di fronte a tali evidenze, perchè lo sono, da subito si invoca la certezza della pena o la mancanza di fondi adeguati. Ma la verità è un’altra. La verità è che probabilmente esistono problemi di serie A e quelli di serie B, problemi che vanno risolti e problemi che vanno ignorati, poiché risulta ancora utile differenziare l’Ialia. Se cosi non fosse non si capisce perchè in molte regioni italiane, come ad esempio le Marche, i carceri minorili non esistono più. Le condanne ai minori autori di reato consistono in programmi di messa alla prova, supporto ai disabili o agli anziani ricoverati nei centri residenziali.. Obbligo di frequenza scolastica con l’ impegno di migliorare il rendimento, presenza obbligatoria nei Comuni come supporto utile socialmente e altro ancora. In alcuni casi, addirittura, sono previste le scuse formali alle persone danneggiate tramite lettera scritta o verbalmente, con annessa riabilitazione psicoterapeutica. Tutto questo ci dice che le differenze non sono geografiche, ma più semplicemente di buon senso, e di una consapevolezza: la presa in carico dell’adolescente è un problema prioritario di ogni società.”

 

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