Alt Academy presenta “Concerto per Sandro Penna” di Pecora e Strabioli

Dopo appena due anni dal suo ultimo spettacolo al Nuovo Teatro Sanità, Pino Strabioli torna omaggiando un grande poeta del Novecento, Sandro Penna.

Sabato 3 febbraio alle ore 21.00 e domenica 4 febbraio alle 18.00 andrà in scena Concerto per Sandro Penna, scritto da Elio Pecora e dallo stesso Strabioli che ne è anche interprete, insieme ai giovani attori Alberto Melone e Stefano La Cava, con l’accompagnamento musicale di Marcello Fiorini.
110 anni fa nasceva uno dei massimi poeti del novecento: Sandro Penna. Pino Strabioli, in compagnia di due attori giovani e un fisarmonicista, ci racconta Sandro Penna, «il solo poeta italiano che abbia parlato a gola spiegata dicendo chiaramente chi era e che cosa voleva», come disse di lui Cesare Garboli.
Ispirandosi alla piccola pubblicazione Autobiografia al magnetofono, curata da Pecora, dove Penna – allegro e disperato -– parla di sesso e desiderio, d’infanzia e scrittura, di Roma e di poeti, Strabioli ripercorrerà con ironia sottile, leggerezza e disincanto, sfrontatezza e garbo, la sua vita, in una serata che è anche un omaggio al grande Paolo Poli, scomparso quasi due anni fa.
«Dedico lo spettacolo a Dario Bellezza che mi ha fatto conoscere ed amare questo immenso poeta – rivela Pino Strabioli – andavo nella sua casa di via de’ Pettinari, ero un ragazzo curioso e sfacciato, restavo ad ascoltare i suoi racconti che passavano da Elsa Morante al suo ultimo amore, dalle polpette col sugo a Pasolini e alle liti con Laura Betti, un giorno da un mucchio di libri ne estrasse uno che aveva un odore forte di urina di gatto, me lo regalò, era una raccolta di poesie di Penna. Anche Paolo Poli me ne parlava spesso». E a proposito del lavoro letterario di Sandro Penna: «Lui provava a raccontare della sua sessualità in modo felice, anche se erano anni, quelli in cui lui ha vissuto, estremamente difficili per gli omosessuali perché c’era un’incredibile omofobia. Lui, però con quel candore che gli è proprio, ce li ha descritti facendoli apparire come anni felici».

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