Maradona

Diego Armando Maradona non è stato semplicemente un calciatore. Era un rivoluzionario, un personaggio storico a tutto tondo che ha combattuto molte battaglie.

Maradona: la rivoluzione ed il calcio nella storia

Diego Armando Maradona era estro e classe, immaginazione e determinazione. Non si arrendeva mai, in campo e fuori. Maradona era una storia, una favola. Ce l’ha raccontata lui stesso: un bambino povero nell’Argentina degli anni ’80 scala la vetta del mondo vincendo un Mondiale di Calcio.

La storia di Maradona si districa su diversi filoni, anche raccontarli tutti in una volta sola è difficile. Giusto tributargli lacrime e sofferenze, il lutto del mondo del calcio è più che giustificato. Maradona, però, è stato molto più di questo. E’ stato un personaggio storico a tutto tondo in un contesto di tensione e di cambiamento sociale, economico e di agitazione politica.

C’era una volta l’Argentina. Un grande Paese composto da immigrati di tutto il mondo: c’erano europei di ogni tipo che avevano cercato fortuna negli anni dopo la guerra, c’erano i nativi, poi gli asiatici e tutti parlavano spagnolo. Era un Paese sull’orlo di una crisi in piena dittatura, che di li a breve avrebbe affrontato lo scandalo dei desaparesidos. Era un Paese che all’improvviso si trovò a combattere una guerra contro gli inglesi per le isole Falkland perdendole. Fu teatro degli esperimenti neoliberisti inglesi del governo di Margareth Thatcher che portò il Paese all’incipit dei tanti default.

In questo contesto Diego Armando Maradona cresce con la rivoluzione nel cuore. Si tatua l’eroe Che Guevara, è grande amico ed estimatore di Fidel Castro. Nell’86 vince il Mondiale con la Nazionale e la partita simbolo è proprio con l’Inghilterra. La metafora sulla vita di Maradona è in quella partita: segna il gol del secolo, il più bello di tutti i tempi, ed il gol più furbo ed irregolare di tutti i tempi, ma ugualmente bellissimo ed emozionante. Disse molti anni dopo che se ci fosse stato qualcosa che avrebbe voluto rifare sarebbe stato segnare di nuovo di mano agli inglesi.

Il grande carisma di Diego Armando Maradona

Maradona, a modo suo, è stato un esempio per gli altri. Come lo era in campo, ma è stata la prima vera stella del calcio moderno. Lui era semplicemente la rivoluzione del calcio, ma fuori dal campo era tutta un’altra storia.

Tralasciamo la droga, le amicizie e tutte le sventure. Diego Armando Maradona era un esempio da seguire perché lottava per ciò in cui credeva. La rivoluzione che lo rendeva amico dei Paesi al Sud del mondo e vicino ai regimi comunisti. Maradona era la stella del calcio europeo, il più bello del mondo, che lottava contro quel sistema che aveva distrutto la sua Argentina.

La generosità e la bontà di Maradona, che amava Napoli ed i tifosi napoletani, non ha mai offuscato i suoi ideali ed il suo carisma. Per molti lui è stato il calcio, ed il Dio del Calcio, ma per molti altri è stato anche un rivoluzionario. Diego Armando Maradona è stato così tante cose che non può essere catalogato. E’ morto un personaggio storico, se n’è andato uno che con il calcio ha trovato tutto ma che con la sua personalità ha rotto ogni confine ed ogni categoria. Diego Armando Maradona era una presenza ingombrante, mastodontica in ogni genere tanto che ha significato moltissimo per generazioni che nemmeno lo hanno mai visto giocare. Maradona è morto il 25 novembre 2020, nel 2016 proprio il 25 novembre a L’Avana moriva il suo amico Fidel Castro.

Detrattori e tifosi possono essere tutti concordi nel dire che Diego Armando Maradona è stato, e sempre sarà, molto più che il calcio. E’ stato quello ma tante altre cose, fino all’ultimo dei suoi giorni.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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