Polonia: ”Czarny Protest”, centomila donne contro la legge anti-aborto. Dietrofront dei conservatori

polonia-proteste-abortoI giornali europei e le emittenti più importanti, non parlano d’altro. In questi giorni l’attenzione è concentrata su quanto sta accadendo in Polonia: migliaia di donne lo scorso 3 ottobre, sono scese in strada per rivendicare i propri diritti! E’ il ”Czarny Protest”, lo sciopero delle donne polacche nato a margine della proposta di legge sull’aborto varata dal governo polacco lo scorso 23 settembre. Ad oggi davanti alla portata delle manifestazioni, con centomila donne vestite di nero scese nelle piazze delle grandi città e dei piccoli paesi, il 6 ottobre i conservatori hanno rinunciato a inasprire ulteriormente la legge sull’aborto.

IL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO – A metà settembre, la camera bassa del parlamento della Polonia aveva votato a favore di un disegno di legge che, nel caso fosse stato approvato, avrebbe vietato ogni forma di aborto. A votare a favore della proposta erano stati 267 deputati su 460. Il disegno presentato come legge di iniziativa popolare avrebbe consentito l’aborto solo nel caso in cui sia stato necessario al fine di salvare la vita della madre, aumentando da due a cinque anni di carcere la pena per chi avrebbe procurato aborti illegalmente o per chi decideva di averne.

LA LEGGE ATTUALE SULL’ABORTO –  Ad oggi, la Polonia, ha già una legge sull’interruzione di gravidanza. Si tratta di un provvedimento  tra i più restrittivi d’Europa.  E’ in vigore dal 1993 e consente l’aborto fino alla venticinquesima settimana solo in tre casi: per stupro o per la malformazione del feto o se è a rischio la vita della madre e/o del bambino.

L’INIZIO DELLE PROTESTE – Da quando è stata varate la legge, si sono intensificate le proteste delle donne polacche, di gruppi di femministe e attiviste di tutto il mondo. Lo scorso lunedì 3 ottobre, c’è stato uno sciopero generale delle donne in Polonia, ma ci sono state manifestazioni anche nelle principali città d’Europa. Le organizzatrici della giornata hanno proclamato uno sciopero totale, quelle che hanno aderito non sono andate a lavoro, non si sono presentate all’ università, hanno abbandonato le loro faccende quotidiane e sono scese a migliaia per le strade di Varsavia, Danzica, Cracovia e Poznan. Tutte vestite di nero in segno di lutto per la possibile perdita dei loro diritti e della loro libertà, sventolando delle grucce – simbolo dell’aborto clandestino- al grido di “Annunciamo la morte dei nostri diritti”.

COSA SAREBBE ACCADUTO -Se la nuova legge fosse passata avrebbe significato il totale divieto di interrompere la gravidanza, con rarissime eccezioni. La reazione forte e ben organizzata dal punto di vista generazionale, delle donne, però ha portato ad un passo indietro dei parlamentari e del governo del Pis che hanno così preferito non rischiare la crisi politica. Una vera e propria rivoluzione, considerando che in Polonia, mai prima d’ora i conservatori avevano fatto marcia indietro. Sta cambiando lo scenario politico? Quello che è certo è che ora gli oppositori di sinistra, del centro e di altre sezioni dello spettro hanno ricevuto un grande margine di incoraggiamento.

Non ci resta che sperare nell’aria di cambiamento con la Polonia che, come ai tempi di Solidarność, torna ad essere un paese innovatore che, con coraggio, rinnova la democrazia.

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Giuseppe Secondulfo

Mi chiamo Giuseppe Secondulfo e sono uno studente laureando in lingue e letterature straniere presso l’Università di Napoli l’Orientale. Amo scrivere di calcio, reportages, e di attualità estera di cui sono un grandissimo appassionato. Nel tempo libero amo leggere, guardare documentari sull’arte, la cucina, approfondire la conoscenza delle lingue straniere e viaggiare. Sono un appassionato, oltre che del calcio, anche di tennis e di basket.

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