#25GilmoreGirls: Lorelay, Roy, la Clinton e il riscatto delle donne nella nostra società

“Una mamma per amica” ruota intorno alla storia di Lorelai, coraggiosa trentenne che all’età di 16 anni da alla luce sua figlia Roy. Partorire una bambina, quando non si è neanche adulti e si abita in una piccola cittadina del Connecticut, microcosmo in cui ogni cosa appena diversa dal normale è vista come assurda, la tua vita può prendere solo due pieghe: o sei etichettata dalla società come una persona da cui stare alla larga o ti fai forza, cresci da sola o quasi (come è accaduto al nostro personaggio), e smentisci chiunque non creda in te.
Ecco, nonostante la giovanissima età, Lorelai ha scelto di intraprendere la seconda strada, quella più difficile ma che, se ben percorsa, porta dritta al suo riscatto e, perché no, anche al successo. Dopo aver partorito sua figlia, infatti, Lorelai ha concluso gli studi, aperto e governato una pensione tutta sua, da sola e partendo praticamente da zero. Con una madre cosi intelligente e forte caratterialmente, come poteva mai una bimba dagli occhi vivaci come Roy crescere diversamente? Dopo aver concluso brillantemente gli studi al liceo sotto casa, la figlia di Lorelai studia, con enorme successo, giornalismo a Yale. Quello di Lorelai è un entusiasmo contagioso. Da forza alla figlia, ma anche a quelle poche persone che le sono state vicine per una vita intera. Esempio lampante è quello di Sookie che, a dispetto di una società antiquata e ancorata a sistemi convenzionali, riesce nel suo sogno di divenire chef, perché i sogni non puoi fermarli, li puoi accantonare per un po’ ma non puoi provare a realizzarli, anche se hai contro i pregiudizi di tutti.
In un’era in cui le donne hanno sempre più voce in capitolo, quello che può accadere in America non può che essere l’apice. Il prossimo 8 novembre, infatti, gli Stati Uniti sono chiamati al voto, in cui è destinata a scegliere fra Trump, il candidato repubblicano, e la Clinton, candidata donna del partito democratico, in cui può andare in scena l’ennesimo capovolgimento di ruoli che hanno visto sempre gli uomini alla guida della società, mentre le donne sono sempre state – erroneamente – relegate ad un ruolo di secondaria importanza. E chissà, magari saranno proprio i voti del Connecticut, dove la nostra storia ha luogo, ad essere decisivi nella corsa alla Casa Bianca.

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Giuseppe Secondulfo

Mi chiamo Giuseppe Secondulfo e sono uno studente laureando in lingue e letterature straniere presso l’Università di Napoli l’Orientale. Amo scrivere di calcio, reportages, e di attualità estera di cui sono un grandissimo appassionato. Nel tempo libero amo leggere, guardare documentari sull’arte, la cucina, approfondire la conoscenza delle lingue straniere e viaggiare. Sono un appassionato, oltre che del calcio, anche di tennis e di basket.

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